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| roccasecca, | 1 giugno 2005 |
Con
la passione di sempre, Margherita Hack affronta la questione referendum. E si
indigna: «È una vergogna che la Chiesa interferisca così
nelle questioni dello Stato. Mi sembra che sia anche una violazione del Concordato.
Paradossalmente, c'erano meno interferenze quando in Italia dominava la Dc».
Ma l'indignazione della scienziata non finisce qui: «Ancora più
vergognoso del discorso del Papa è il fatto che il presidente del Senato
inviti all'astensione: è gravissimo che la seconda carica dello Stato
chieda ai cittadini di non servirsi dei diritti di cui dispongono».
Cosa voterà il 12 giugno?
Voterò 4 sì perché penso che questa sia una legge retrograda,
medievale, antiscientifica e liberticida. E una legge antiscientifica perché
impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che sono le più
duttili e quindi quelle su cui puntare per cercare una possibile cura per malattie
gravi come il Parkinson e l'Alzheimer. È liberticida perché impone
molti divieti alla libertà di coppie sterili o portatrici di malattie
genetiche che potrebbero usufruire di ciò che la scienza offre loro.
Sento discorsi da Inquisizione. Si parla di diavolo, di pericoli insiti nella
scienza. Invece è una cosa esaltante vedere come si comincia a capire
il mistero della vita. E poi ci sono aspetti della legge davvero retrogradi
e assurdi. Il fatto che se la donna non vuole più impiantare gli ovuli
fecondati, lo deve fare lo stesso. Come si fa? La si lega? La si imbavaglia?
Oppure il divieto della fecondazione eterologa. Sembra quasi che si paragoni
la fecondazione eterologa all'adulterio. Quarant'anni fa la donna adultera finiva
in galera, come successe alla Dama bianca di Coppi.
L'uomo invece commetteva reato solo in caso di concubinaggio evidente, se lo
faceva di nascosto andava tutto bene. Ecco, sento lo stesso clima. Senza contare
che, condannando l'eterologa, si arriva all'assurda conseguenza che i genitori
dei figli adottivi sono da considerare meno genitori di quelli naturali.
Questa legge è figlia di un clima antiscientifico?
C'è una tendenza a demonizzare quello che fa la scienza. E anche una
diminuzione di interesse per i suoi risultati. Un atteggiamento che è
frutto anche di una grande ignoranza. Un'ignoranza che viene coltivata, per
la verità. Con la riforma della scuola, ad esempio, si riducono le ore
dedicate alle materie scientifiche e si va addirittura verso l'abolizione dell'insegnamento
della chimica. Un paradosso, perché la chimica ha un posto centrale nella
tanto vantata innovazione.
Da cos'altro è nata questa legge?
Da un atteggiamento violento della Chiesa che vuole imporre la morale cattolica
a tutti, anche ai non credenti. E da una pratica di arroganza di questo governo
che si è rifiutato di discutere gli emendamenti alla legge e non ha ascoltato
gli scienziati.
C'è chi dice che siccome il tema del referendum è complicato e
non si capisce niente è meglio astenersi.
Le cose che dice la legge sono talmente assurde che sono comprensibili a tutti.
Impiantare un embrione malato anche senza la volontà della madre, equiparare
i diritti di un embrione a quelli di una persona adulta sono assurdità
tali che anche un bambino lo capisce.
Se questa legge passerà così com'è ci saranno conseguenze
anche per la legge sull'aborto?
Certamente si crea una contraddizione perché mentre con questa legge
si protegge l'embrione, impedendo anche di vedere se è malato per evitare
che non venga impiantato, con la legge 194 si permette l'aborto di un feto di
12 settimane. Con l'assurda conseguenza che un feto avrebbe meno anima di un
embrione. Io credo che in realtà questo preluda a mettere in discussione
la 194 che ha avuto il merito di ridurre il numero di aborti e di morti per
aborto.
Si è tornati a parlare di limiti alla scienza. Cosa ne pensa?
Il limite della scienza è che deve agire per il bene degli esseri umani
e non per la loro distruzione. Vale anche per gli scienziati il principio generale
«non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».
Ma porre dei divieti alla ricerca non è possibile. Ma la scienza va avanti
malgrado tutto. Giordano Bruno è morto sul rogo e Galilei è stato
costretto ad abiurare, ma oggi tutti sono convinti che il sole stia fermo e
sia la Terra a girare. Così anche questi assurdi divieti alla scienza
medica dovranno essere rimossi. Ma, del resto, negli altri paesi la ricerca
sulle staminali embrionali già si fa. Vorrà dire che resta indietro
l'Italia.
È eticamente accettabile la creazione di possibili organi di ricambio
ottenuti clonando cellule di malati?
Se si può guarire qualcuno, perché non farlo? Altrimenti, dovremmo
accettare passivamente tutto ciò che ci viene dalla vita e dovremmo lasciare
che il malato soffra la sua pena. Se avessimo ragionato così saremmo
ancora all'età della pietra.
Perché bisogna andare a votare?
Perché non possiamo fare come Ponzio Pilato.
Tratto dal'Unità 1 giugno 2005