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roccasecca, 1 giugno 2005
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ALCUNE RIFLESSIONI SULLA BOCCIATURA DEL TRATTATO COSTITUZIONALE EUROPEO


Il risultato del referendum francese sul trattato costituzionale europeo pone enormi interrogativi di fronte a noi. Il Trattato costituzionale era evidentemente un compromesso e come tale non poteva che avere molti limiti ma anche potenzialità. Sicuramente oggi a brindare, oltre agli opposti estremisti di destra e sinistra italiani e francesi sono i neo cons americani che in coppe di champagne francese gioiscono allo scampato pericolo, in compagnia di Bush e del suo vassallo Berlusconi. Non è un segreto per nessuno che la fine del progetto di un’Europa politica è da tempo nel mirino degli USA. La stessa guerra in Iraq, oltre che per colpire indirettamente la Cina, era funzionale a costringere in un angolo l’Europa. E non è un segreto neppure il fatto che gli USA vedono con grande preoccupazione la crescita dell’euro come moneta di scambio internazionale. L’Unione Europea, e su questo avrebbe dovuto riflettere più approfonditamente i francesi ma anche gli entusiasti italici di sinistra quando gioiscono per la bocciatura in Francia del referendum sul Trattato, è un obiettivo fondamentale e prioritario in questa fase per gli USA e per le sue politiche imperiali. Questo perché l’Europa potrebbe essere una autorevole e democratica, in tutti i sensi malgrado i limiti che conosciamo, potenza con interessi propri non convergenti con quelli USA. La divisa europea sta mettendo a rischio il pagamento del petrolio in dollari, quindi il dominio valutario americano in tutto il mondo. Non è un caso che alla vigilia della guerra in Iraq, l’Opec stava discutendo sulla possibilità di effettuare metà delle transazioni del petrolio in euro e questo avrebbe portato al crack economico gli Stati Uniti. Lo stop francese è un segnale pericoloso anche per l’euro, perché l’Europa può tornare ad essere un nano politico e un gigante finanziario ma senza la politica una moneta è solo una moneta e non ha la capacità di influenzare la politica e le sue dinamiche internazionali. Anzi qualcuno potrebbe anche pensare di tornare alle vecchie divise nazionali. Chi gioisce a sinistra, per di più in compagnia di leghisti e fascisti, di fronte a questo fatto sbaglia. Sbaglia perché sarà ancor più difficile di prima spostare a sinistra il compromesso raggiunto e bocciato ieri; sbaglia perché la destra tornerà con ancor più forza a reclamare la ri-nazionalizzazione delle competenze oggi affidate all’Unione Europea e con essa la fine per i prossimi decenni di ogni idea di un’Europa politicamente unita e capace di diventare un contrappeso allo strapotere imperialista degli americani. Non a caso i pensatori neocons avevano scritto che la ratifica della Costituzione europea darebbe all’Europa legittimità internazionale creando così un nuovo grande soggetto politico che potrebbe portare anche a un cambiamento delle regole transatlantiche, come ad esempio l’inutilità della NATO e una politica estera autonoma da Washington. Cose inaccettabile per gli USA, ma resta da capire perché anche un pezzo della sinistra italiana e francese sono così contente di questo scenario tutto a favore della potenza imperialista a stelle e strisce. Che fare allora? Con tutta la difficoltà del caso è assolutamente necessario rilanciare il progetto politico europeo insieme a tutti quei paesi che vogliono realizzare una vera integrazione politica dell’Europa con tutto quello che ne consegue in termini di governo, politica estera, democrazia. Questi paesi devono andare avanti senza subire veti o ricatti da parte di chiunque, siano pure i neocons di Bush. Noi siamo d’accordo con chi chiede a gran voce che il Parlamento Europeo si convochi immediatamente in sessione straordinaria per dare il via ad una forte iniziativa costituente che finora è mancata.

Associazione PuntoCritico



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