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| roccasecca, | 25 maggio 2005 |
Alcuni
nostri interlocutori, tempo fa ci avevano fatto notare che pur propendendo per
una soluzione equa del problema palestinese, non si può non notare come gli
israeliani siano molto più inclini dei loro occupati arabi al dialogo ed alla
diplomazia. In effetti avevamo giudicato sagge quelle rimostranze, peraltro
gentilissime, e la riprova ci viene dall'articolo comparso sul sito sionista
http//:www.informazionecorretta.com
a firma di Deborah Fait, che alleghiamo. Quale esempio di elevata e raffinata
idea della diplomazia coltiva questa israeliana che scrive in Italia parlando
di italiani! L'eterea speculazione, la leggiadria del linguaggio ci ha fatti
vergognare per aver ceduto, fosse pure per un istante e per una volta sola,
all'idea meschina che in Israele esista qualche potente personaggio un po' rude
nei confronti della popolazione araba, che in fondo, come tutti sanno, è costituita
solo da selvaggi che nascono con la fissazione del terrorismo, a non c'è campo
profughi capace di guarirli. Ci definisce marciume senza conoscerci, e in un
esempio di rara gentilezza consiglia a Fassino e Veltroni di non sporcarsi leggendo
la nostra posta. Che sensibilità! Neanche un maggiordomo inglese dell'Ottocento.
Bene, dicevamo, siamo ora più tranquilli, e convinti che con personcine a modo
come la nostra maestra di diritto internazionale e di galateo, non vi sono più
ostacoli alla pace conquistata faticosamente ma con soddisfazione piena attraverso
le armi del dibattito e della filosofia. Che grande esempio, che lezione di
moderazione e di dolcezza, ai limiti dell'ascesi, per noi benevolmente definiti
"marciume della società" da questa nostra gradita ospite! Come sdebitarci con
questa straniera che si è presa persino l'incomodo di venire fino qui a ricordarci
chi siamo? Coraggio, rivoltante plebe italiana: dobbiamo trovare un modo per
far sentire a questa poetessa dell'incontro fra i popoli, a questa artista dalla
penna carica di amore per il prossimo, che noi siamo contriti. E allora ammettiamolo
pubblicamente, facciamo atto di sottomessa umiliazione: ci duole profondamente
aver sottovalutato la vera essenza della politica di quel fiore di purezza che
ha la compiacenza di governare Israele. Ma adesso, grazie a lei, e grazie al
sito che citavamo, sappiamo. Sappiamo meglio quale volto abbia il sionismo,
quale pervicace amore per la giustizia alberghi nell'animo e soprattutto nelle
scelte, negli atti di questi esempi di tolleranza capaci di far impallidire
lo stesso Voltaire. Né ci consola il fatto di essere in buona compagnia: refusnik,
Ebrei per la pace, intellettuali, giornali, religiosi non fondamentalisti fanno
il paio con noi, che invece di dar retta alle giuste rivendicazioni coloniali
della signora e dei suoi compatrioti continuiamo a chiederci perché Israele
sia un Paese che, nonostante l'appoggio a tratti sfacciato degli Stati Uniti,
continua ad essere oggetto di risoluzioni di condanna da parte dell'Onu. Non
è che anche l'Onu sia sotto le grinfie della feccia della società? Non è che
pure all'Onu siano tutti selezionati in base al criterio dell'antisemitismo?
Noi, intanto, per espiare almeno in parte le nostre riprovevoli colpe di internazionalisti
e di amici dei palestinesi, frequentiamo adesso più assiduamente certi ebrei,
che saranno pure traditori, come dice la caritatevole signora, ma sono comunque
semiti. I nostri amici refusnik, che non rifiutano, a loro dire, di servire
la patria, ma non intendono compiere azioni di violenza e di terrorismo sulle
popolazioni civili arabe, sono ebrei, ma questo non ci impedisce si sentirli
nostri fratelli, perché noi, almeno questo lo abbiamo imparato, non dividiamo
gli uomini e le donne in base al loro colore o alla loro cittadinanza o luogo
di nascita, e neanche in funzione delle loro convinzioni religiose o filosofiche.
Noi dividiamo gli uomini fra coloro che lottano per la libertà, il progresso
e la pace, e coloro che invece schiacciano i loro simili per saziare appetiti
di privilegio. Quando gli arabi demoliranno le case degli ebrei con i bulldozer
e spareranno ai bambini ebrei che vanno a scuola, e metteranno i check-point
armati a fermare le ambulanze con le partorienti, allora essi sanno che ci avranno
contro. Perché noi siamo marciume, e stiamo con gli ultimi. Intanto, però, un
consiglio lo vorremmo dare sommessamente alla signora: Prima di meravigliarsi
del fatto che in Italia sia possibile esprimere convinzioni anche scomode e
non condivise dalla sua autorevole valutazione, studi un pochino la nostra storia.
Si accorgerà che il diritto che noi ancora conserviamo di poterci schierare
in base a convinzioni e non solo a convenienze o a "indicazioni" del regime
in carica, è un bene cui non rinunceremo, perché ci è stato consegnato da generazioni
di combattenti che l'hanno conquistato per noi. Se questo la disturba, può sempre
consolarsi con la compattezza e l'allineamento perseguito nel suo paese da un
potere militarizzato, anche se, converrà con noi, questo straordinario e moderno
disegno di normalizzazione non è propriamente del tutto riuscito, neanche con
la collaborazione di parti meno fasciste della società. Fraterni saluti a tutti
i combattenti per la pace, arabi, ebrei o di qualsiasi altra appartenenza.