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| roccasecca, | 4 maggio 2005 |
Stiamo
tranquilli: viviamo in un mondo ormai virtuale, un gigantesco Matrix dove tutto
quello che percepiamo è falso, e quindi non possiamo né dobbiamo preoccuparci.
Pensiamo di mangiare del cibo, ed invece ci ingozziamo di veleni, abbiamo la
sensazione di lavorare ma diventiamo sempre più poveri, ci sembra di godere
dei diritti civili di concezione democratica, ma solo fino a quando non ne abbiamo
bisogno. Di più: siamo certi di aver visto dei morti (ma solo virtualmente,
perché li abbiamo "visti" in televisione) ma non ci sono assassini né colpevoli.
Cermis: nessun colpevole; Calipari: nessun colpevole; Piazza Fontana: nessun
colpevole; Circeo e seguenti: solo omicidio, ma senza violenza, per carità.
E così, con dovizia di interviste ad avvocati, giornalisti-che-sanno-tutto,
filosofi, immancabili psicanalisti e politici-che-non-sanno-nulla ma sono indignati,
Matrix ci spiega che non era vero niente, che la strategia della tensione è
un'invenzione degli anni bui della Repubblica (senza dirci chi avesse spento
la luce), che gli Americani sono nostri amici e ci vogliono un bene matto soprattutto
da quando recitiamo diligentemente la parte della foglia di fico sulle loro
efferatezze guerresche (noi che chiamavamo barbari tutti i guerrieri del mondo).
E finirà che i fascisti massacratori del Circeo, e quell'Izzo che con una smorfia
raccapricciante conferma di avere ammazzato ancora due donne, ma tiene a specificare
che non si è macchiato della vergogna di violentarle, lungi dal rappresentare
una società ridicola prima che tragica, dove l'umiliazione e la distruzione
di altri esseri giustifica e sublima la propria stessa esistenza (neanche superiorità),
che trae dalla interpretazione errata dei saggi di Nietszche l'accettazione
della propria ignominia, sono solo delle persone deboli, che vanno aiutate e
comprese, tutelate anche per evitare che la follia li porti ad altri episodi
sgradevoli ed ineleganti. Se tutto questo è vero, e dai telegiornali di Matrix
sembra di sì, è ora che si svegli Morpheus (nome quanto mai indicativo, che
evoca appunto il sonno profondo e l'abbandono onirico) e che si passi al contrattacco.
Una volta si cantava "Avanti, popolo, alla riscossa". Oggi la riscossa non si
può più attendere, e deve essere una riscossa non contro una parte deviata ed
ignobile di un sistema che tutto sommato funziona, ma contro un sistema esso
stesso deviato, che non ha più che tracce formali di quello che avrebbe dovuto
essere e realizzare sul piano pratico. Che senso ha parlare di diritti se non
puoi guarire perché la sala operatoria è prenotata per due mesi? Cosa vuol dire
democrazia se la Salerno-Reggio Calabria procede a 7 Km l'anno e con cemento
finto fornito dai mafiosi? Cosa significa Costituzione se i soldi sono sempre
e comunque davanti agli uomini nella scala delle priorità? Sappiamo per vecchia
scuola che la borghesia è stata finora la classe che ha saputo meglio adattarsi
a tutte le trasformazioni socio-economiche e politiche che si è trovata di fronte.
Insorta per sconfiggere l'assolutismo e la dittatura, ne ha costruite essa stessa
moltissime in tutto il mondo quando le condizioni lo consentivano o la difesa
dei propri interessi lo richiedeva. Il fascismo stesso ne fu un esempio chiarissimo.
Ma oggi, il fascismo, è finito? O si è di nuovo trasformato per aderire alle
opportunità del momento storico? Certo esso ha mantenuto anche alcune sue forme
ormai improponibili, ma forse solo come spauracchio di sé stesso per giustificare
la repressione di qualsiasi altro tentativo di avanzata sociale. Pensiamo che
Matrix ci obblighi alla riscossa.
Giustificare Matrix è complicità.
Fraterni saluti.