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| roccasecca, | 24 aprile 2005 |
Hai
visto che bella la democrazia?
Metti l'Afghanistan, per esempio. Una volta c'erano i Taliban che ammazzavano
a sassate le donne come serpenti velenosi se solo si provavano a mostrare una
ciocca di capelli o una caviglia. Gli Americani, per fortuna, li avevano aiutati
a combattere i sovietici, e li avevano messi al potere. poi hanno deciso che
non bastava, perché quei figli di Allah, ingrati, si erano messi in proprio
ed avevano deciso che nei paesi arabi comandano gli arabi. Oggi, invece, ci
sono i poliziotti del nuovo ordine che ammazzano a sassate le donne come serpenti
velenosi se solo si azzardano... Ma allora non è cambiato niente!!??
Non dite fesserie, per piacere.
Oggi sono sassi democratici, che tengono conto
delle tradizioni secolari, delle sensibilità spirituali, anzi religiose,
anzi clericali del popolo, del territorio. Certo, con le bombe puoi far rinascere
un paese, lo puoi dotare di sane convinzioni elettorali, gli puoi insegnare
a delegare chi dici tu, e non chi piace a loro, puoi farli votare a liste occulte,
senza sapere chi siano i candidati (per ragioni di sicurezza, è ovvio),
ma non puoi sconvolgere più di tanto i loro usi e costumi. almeno quelli
che non confliggono con i profitti delle multinazionali, devi lasciarli, sennò
va a finire che si incazzano e poi disturbano la riorganizzazione su base democratico-bombardieristica
della società. Dopo le dittature non si può procedere saltando
le fasi, e pur nella strategia della tappe forzate (le multinazionali mica possono
aspettare i comodi della storia) su qualcosa bisogna essere elastici.
Certo,
lapidare una donna perché si è distratta con l'amico del marito
è un po' eccessivo, per noi che abbandoniamo anche i figli pur di rifarci
una vita ogni tanto, ma i processi di democratizzazione sono un pochino lunghi,
e questi barbari mica li possiamo civilizzare di colpo. Del resto, le donne
di quei brutti ceffi degli islamici lo sanno a cosa vanno in contro, e quindi
si arrangino pure. Le sassate le colpiscono con nostro rammarico, ma l'importante
è che a scagliarle non siano più le orde selvagge dei Taliban.
In quel caso si trattava di feroce assassinio, mentre ora possiamo con soddisfazione
vedere la cosa sotto un aspetto diverso, sotto una luce migliore. Come per il
fatto che dall'aggressione dell'Iraq il numero dei bambini denutriti in quel
paese è triplicato. O che la disoccupazione supera la metà dei
lavoratori abili. Ma a questo si rimedia: ne ammazziamo un altro po', e facciamo
calare le statistiche.
Povera Amina, ammazzata come un serpente velenoso da
sassate amiche e democraticamente autorizzate. Povere creature che la guerra
ha liberato o sta liberando dall'oppressione dei regimi islamici per condurle
in regimi amici e democratici a suon di cannonate e di elezioni false. Quelle
che ci arrivano.
Secondo Ernesto che Guevara non esistono i liberatori. Sono
i popoli che si liberano, da soli. Solo bisogna impedire ai liberatori di arrivare
a casa d'altri, e soprattutto di aiutare i dittatori finché sono al loro
servizio. Saddam, i Taliban, Pinochet, Francisco Franco, Videla, Noriega, tutti
i luridi sanguinari che hanno inginocchiato l'Africa sul patibolo dell'imperialismo
e dello sfruttamento coloniale, del razzismo e della tratta degli schiavi, sono
nostri nemici in ogni angolo del mondo.
Ma nulla serve contro questi fantocci
se non si rimuove la causa prima del loro potere imperialista. E la causa sta
a casa nostra. Stavolta non si parlerà di Amina, come non si parla più
dei bimbi pakistani schiavi.
Dormite pure, se potete. Se no, date voce e gambe
alla lotta.
Buon 25 Aprile, anche per Amina.
Giovanni Morsillo