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| roccasecca,
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24
aprile 2005 |
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Il
nemico del sole
Riceviamo
e volentieri inoltriamo il messaggio del Rappresentante della Mezzaluna Rossa
in Italia, Dott. Yousef Salman. La fraterna amicizia che ci lega a lui, costruita
attraverso molteplici iniziative di solidarietà e di studio, di intervento
politico e di informazione, indica che è possibile, oltre che necessario,
tessere una rete sempre più fitta di relazioni fra i combattenti della
libertà in ogni angolo del mondo. La nostra lotta di Liberazione non
è terminata 60 anni fa, ma ha subito negli ultimi anni un forte appannamento,
conseguente la fine dei grandi partiti di massa, e le mutate condizioni storiche
del nostro paese. Noi sentiamo da sempre l'esigenza di riconquistare l'alto
livello di vigilanza democratica e di impegno costante verso le nuove generazioni
perché si conservi, si estenda e si rafforzi il senso di appartenenza
alla Repubblica democratica nata dalla Resistenza, e affinché questa
venga percepita come un comune patrimonio e non come un fastidioso carrozzone.
La difesa delle prerogative del Parlamento di fronte agli attacchi forsennati
delle destre anticostituzionali, il tentativo di ridurre i cittadini a semplici
deleganti senza potere di vigilanza e senza diritto di rappresentanza ci vede
oggi impegnati in una grande lotta nazionale. Questa lotta non sarebbe possibile,
perché le mancherebbe un elemento di analisi e di preparazione fondamentale,
se non avessimo sviluppato un lavoro di conoscenza delle realtà di lotta
di tutto il mondo. Il nostro dipartimento esteri ha fatto e fa un lavoro egregio
in tal senso, anche se troppo poco conosciuto. Sappiamo per antica scuola (ricordiamo
sia tutta l'elaborazione internazionalista di Togliatti e di Longo, sia i più
recenti contributi di Enrico Berlinguer) che la politica internazionalista è
parte fondamentale della nostra funzione nazionale. Ma oltre a questi aspetti
anche teorici, non rinunciamo all'amicizia ed alla solidarietà di nostri
fratelli, che con noi intendono costruire condizioni di vita, di lavoro, di
cittadinanza dignitose per tutti i popoli.
Il compagno Salman sa che la nostra sezione, il nostro partito, è la
casa di tutti coloro che lottano per la libertà, per la pace e per la
causa dei lavoratori. A lui ed a tutti i figli di Palestina, nel ricordo del
Comandante Arafat, il ringraziamento dei Comunisti di Roccasecca e l'augurio
di un 25 Aprile di fraternità.
Ora e sempre Resistenza!
Care
amiche e cari amici,
mentre l'Italia civile e democratica festeggia la grande giornata del 25 aprile,
la giornata della liberazione, il popolo palestinese continua a vivere e subire
l'ultima se non l'unica occupazione brutale e militare della storia contemporanea.
Durante questi lunghi 57 anni il popolo palestinese ha già pagato con più di mezzo
milione di morti, donne uomini e bambini, più di 4 milioni di profughi che tutt'ora
vivono in condizioni disumane nei campi profughi. In questa occasione è forte
la speranza che anche il popolo palestinese avrà, al più presto, il suo 25 aprile,
giornata di pace e libertà. Vi inoltro una bellissima poesia della resistenza
palestinese, come auspicio di questa viva speranza.
Perderò, forse, lo stipendio, come tu lo desideri;
sarò costretto a vendere abito e materasso;
farò, forse, il portatore di pietre;
il facchino, lo zappino di strada oppure l’operaio in una officina;
forse sarò anche costretto a cercare nei letami per trovare un grano da mangiare;
o forse morirò nudo e affamato.
Ciò malgrado non mi rassegnerò mai a te, o menico del sole!
Ma resisterò dino all’ultima goccia di suange nelle mie vene.
Tu mi potresti rubare l’ultimo palmo di suolo;
saresti capace di dare alle prigioni la mia giovane età;
di privarmi dell’eredità di mio nonno:
degli arredamenti, degli utensili casalinghi e dei recipienti.
Saresti pure capace di dare al fuoco le mie poesie ed i libri miei ed ai cani
la mia carne.
Saresti – come è vero – un incubo sul cuore del nostro villaggio, o nemico del
sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te e,
fino all’ultima goccia di sangue nelle mie vene resisterò!...
Potresti spegnermi la luce che m’illumina la notte e privarmi di un bacio di mia
madre;
i ragazzi vostri sarebbero capaci di insultare il mio popolo e mio padre;
qualche vigliacco di voi sarebbe capace di falsificare pure la mia storia;
Tu stesso potresti privare i figli miei di un abito di festa;
saresti capace di ingannare,
con falso volto, gli amici miei,
crocifiggermi i giorni su una visione umiliante,
o nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te e,
fino all’ultima goccia di sangue nelle mie vene resisterò!...
O nemico del sole!
Nel porto vedo degli ornamenti, dei segni di gioia;
sento delle voci allegre e degli applausi entusiasti che infuocano d’allegria
la gola;
e nell’orrizonte vedo una vela che sfida il vento
e le onde sormontando con fiducia i pericoli!
Questo è il ritorno di Ulisse dal mare dello smarrimento.
Questo è il ritorno del sole e dell’Uomo espatriato!...
Per gli occhi di lui e della amata terra giuro
di non rassegnarmi mai a te e,
fino all’ultima goccia di sangue nelle vene,
resisterò, resisterò, resisterò!...
Autore: Samih el Kassem
Titolo: Il nemico del sole
Resistenti
saluti!
Dr. Yousef Salman Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia