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| roccasecca,
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20
aprile 2005 |
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Pacifisti
e nuovo Papa
Segnaliamo
due significativi documenti di commento all'elezione di Ratzinger al soglio
pontificio.
Questi commenti sono tanto più significativi in quanto provengono
non da avversari di fede o di schieramento, ma dall'interno della stessa comunità
cristiana e dal mondo pacifista. Crediamo sia utile al dibattito ascoltare anche
(se non soprattutto) la voce dei cattolici impegnati sul fronte del dramma della
povertà e della guerra, che come l'arcivescovo Desmond Tutu hanno ben
presente una dimensione diversa della fede, forse meno raffinata dal punto di
vista filosofico e teologico, ma senz'altro più incarnata nella sofferenza
degli uomini.
Fateci avere vostre valutazioni in merito.
Sudafrica
- 2005-04-20 09:23:00 (Fonte: http://www.Peacereporter.net
)
Desmond Tutu: Ratzinger 'non al passo coi tempi'
L'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu ha espresso disappunto
per la scelta di Joseph Ratzinger come nuovo Papa, definendolo un "un rigido conservatore",
non al passo coi tempi. Tutu, che sperava in un Papa africano, ha dichiarato alla
radio sudafricana Sabc che il fatto che Ratzinger sia europeo è meno importante
del fatto che ha vedute conservatrici. "Avremmo sperato in qualcuno più aperto
ai recenti sviluppi mondiali, con riguardo alla questione del ministero per le
donne, e con una posizione ragionevole sull'intero problema dei profilattici e
dell'Aids".
L'ultra destrorso Joseph Ratzinger sarà il nuovo papa
L'ex membro della Gioventù Hitleriana governerà la Chiesa Cattolica con il
nome di Benedetto XVI.
Fonte: El Mundo/BBC/Rebelión 20 aprile 2005
La elezione del nuovo pontefice è venuta alla quarta votazione, durante la seconda
giornata della conclave. La fumata bianca è fuoriuscita dalla Cappella Sistina
alle 17.50. Pochi minuti dopo, le campane hanno cominciato a suonare in Piazza
San Pietro confermando la attesa notizia. Non si sono avute sorprese, Govanni
Paolo II ha lasciato la sua successione ben chiusa, molto ben chiusa, visto che
la conclave ha eletto colui che era stato il suo braccio destro durante il suo
mandato, il cardinale Joseph Ratzinger, ideologo della reazione ecclesiastica
dopo il Concilio Vaticano II. Ratzinger è nato nel 1927 in seno ad una famiglia
bavarese tradizionale. Suo padre era un poliziotto ed era una persona molto religiosa.
Ratzinger dovette interrompere i suoi studi allo scoppio della Seconda Guerra
Mondiale, durante la quale venne assegnato ad una unità antiaerea a Monaco di
Baviera essendo lui membro della gioventù hitleriana, anche se - secondo lui -
a tutto questo venne obbligato. I suoi simpatizzanti dicono che la sua esperienza
sotto il regime nazista lo convinse che il Vaticano dovesse adottare una forte
posizione nei confronti della verità e della libertà. Dopo essere stato ordinato
sacerdote, Ratzinger appoggiò il Concilio Vaticano II negli anni 60 e il suo spirito
di convertire la chiesa in una istituzione più aperta. Più tardi, rivestendo la
carica di professore nella città tedesca di Tubinga, Ratzinger visse a stretto
contatto con le proteste studentesche e alcuni dicono che fu in quel periodo che
si andarono definendo la maggior parte delle sue posizioni successive. Per esempio,
durante una delle sue dissertazioni si verificò un incidente che finì per segnarlo,
questo secondo un testimone: gli studenti si alzarono e presero il microfono in
violazione delle norme universitarie, cosa che irritò Ratzinger. Il Panzercardinale,
come lo chiamano a Roma, fu uno dei collaboratori più stretti del Papa e, spesso,
considerato come l'autentico numero due della Chiesa, al di sopra anche del Segretario
di Stato, il cardinale Angelo Sodano. Profondamente associato al pontificato del
Papa polacco, la figura di Ratzinger passerà alla Storia come quella del teologo
che lo aiutò a mettere ordine alla Chiesa e prima a decapitare e poi ad addomesticare
la Teologia della Liberazione. Nel 1984, le condanne formali della Teologia della
Liberazione introdotte per il cancerbero della fede permisero alla destra cattolica
di lasciar fuori dal gioco tutta una corrente innovatrice in campo pastorale,
teologico, catechistico e sociale, distruggendo quasi interamente l'idea di una
Chiesa più popolare e maggiormente fedele al Vangelo dei poveri. Ratzinger impose
una totale rigidità dottrinale a tutta la vita intellettuale della Chiesa e una
dinamica del controllo a oltranza sui teologi. E la paura andò instaurandosi nelle
sue fila. Ammoniti, perseguitati, controllati, in una istituzione intellettualmente
inabitabile, i pensatori della Chiesa optarono per andarsene (Leonardo Boff),
chiudere la bocca (Gustavo Gutiérrez) o spezzare la catena (Hans Küng). Il culmine
della repressione teologica venne raggiunta con la pubblicazione del "Catechismo
della Chiesa Cattolica" e soprattutto, con la "Dominus Iesus", un documento di
Ratzinger,nel quale si attribuisce in esclusiva alla Chiesa Cattolica il possesso
della verità e della salvezza. Il ritorno dell'assioma tridentino che "fuori dalla
Chiesa non c'è salvezza". Un documento tanto infelice che contro di esso si levarono
le proteste di numerosi cardinali. Oltre a questo, Ratzinger ridusse al silenzio
con metodi autoritari tutte le questioni teologiche dibattute: il celibato dei
preti, lo statuto del teologo, il foglio dei laici, la prassi della penitenza,
la comunione per i divorziati, il preservativo per difendersi dall'AIDS e la fecondazione
artificiale. Impose la tesi del romanocentrismo, tolse sostanza alla collegialità
e al potere delle Conferenze Episcopali, riducendole a mere succursali della Curia,
e definì quasi come dogmatico l'eventuale accesso della donna al sacerdozio. In
definitiva, Ratzinger disattivò il Concilio. E questo lui che all'epoca del Vaticano
II (1962-65) era parte dell'ala progressista della Chiesa, anche se molto velocemente
era poi passato nelle fila della fazione conservatrice. Nella conclave ha diretto
il partito della Restaurazione, del tradizionalismo legalista, alleato ad una
serie di movimenti neoconservatori (Opus Dei, Comunione e Liberazione, i Legionari
di Cristo.). Il wojitilismo senza Wojitila. A 78 anni il Panzercardinale conserva
l'incanto di essere una grande personalità. Altri, tuttavia, lo descrivono come
un Jano bifronte. A Ratzinger non piace l'ottimismo e neppure la fede nella bontà
umana del Vaticano II. La sua ossessione è per il peccato, e come il suo compatriota
Lutero, è "ipnotizzato dal male".
Note:
citazione del pensiero di Ratzinger sul pacifismo ( http://www.ilvelino.it/allegati_documenti/allegato_documento_244.pdf)
Negli ultimi decenni
abbiamo visto ampiamente nelle nostre strade e sulle nostre piazze come il pacifismo
possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo.
Tradotto da Melektro per http://www.peacelink.it