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| roccasecca, | 20 aprile 2005 |
Ci
risiamo. Avevamo sollecitato un intervento umanitario a sostegno del
Ministrone padano Calderoli, in evidente stato di confusione, ma non ci
hanno preso sul serio; ed ecco il risultato! Il poveretto continua a
percorrere le stanze del potere romano (di Roma ladrona) in preda a crisi di
delirio ormai inestinguibili. Adesso, esultando come suo diritto per
l'elezione del nuovo papa, va dicendosi soddisfatto, anzi giulivo, perché
il
nuovo capo della chiesa cattolica sarebbe l'unica cosa non di sinistra che
c'è oggi in Italia.
Ora davvero, chi può, lo aiuti! Si intervenga per consentire a questa
vittima del disorientamento almeno di attraversare la strada senza finire
sotto un pullman. Intanto, gli si potrebbe spiegare che il papa non è
una
"cosa". Sarebbe già un ottimo passo avanti per il suo equilibrio
di
giudizio. Ma non disperiamo sulla possibilità, con l'ausilio di esperti
veri, di riuscire perfino a fargli recuperare la percezione pur
semiconsapevole che il capo del Vaticano non è "in Italia".
Comprendiamo che tutto il parlare di Padania, di devolution, di
regionalismo, secessionismo, federalismo al ragù e druidi polentoni,
fiumi
divinizzati e soli alpini gli abbia fatto smarrire la carta geografica, ma
bisogna metterlo davanti alla realtà dei fatti: il Vaticano è
uno Stato
autonomo, e non c'è nulla da fare. Speriamo infatti che il Ministrone
taragno non intenda portare anche lì la democrazia come in Iraq, anzi
ne
siamo certi. Piuttosto, temiamo che possa balenargli qualche originale idea
delle sue (e su questo mettiamo il centro-sinistra in allarme), come ad
esempio fare un decreto legge per annettere l'Italia allo Stato pontificio o
simili.
Non è tanto la sua produzione intellettuale che ci preoccupa, quanto
il
fatto che, con una situazione di governo come quella italiana (non
chiedeteci quale sia perché non riusciamo a capirlo) qualcuno potrebbe
essere tentato di credergli, magari aiutato dal TG1 e da Monsignor Vespa.
Fraterni
saluti.