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roccasecca, 13 aprile 2005
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Nasce a Frosinone il Comitato per la Difesa della Costituzione

Nasce a Frosinone il Comitato per la Difesa della Costituzione.
A seguito delle iniziative di modifica sostanziale della Costituzione della Repubblica italiana portate avanti dalla maggioranza parlamentare attuale, e senza il consenso ampio che una tale operazione richiederebbe, molti cittadini si stanno organizzando in comitati territoriali spontanei. Certo, risale a tempi non recenti il progressivo consolidarsi di una cultura e di azioni concrete tese a superare una Costituzione così democraticamente orientata a considerare il lavoro come cardine essenziale su cui si organizza la società, le libertà di pensiero, di organizzazione politica e sindacale e di scelta culturale. Iniziata sotto i colpi di maglio della P2 di Licio Gelli negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, si è poi sviluppata con alterne vicende negli ultimi due decenni, anche ad opera di personaggi che risiedevano nella stanze del potere istituzionale. Tuttavia, vi era sempre stato, finora, un comportamento celato, sfuggente. Attualmente, invece, gli attacchi furibondi della Lega Nord dal lato dell’universalità dei diritti e dell’unità nazionale, e di lobbies economiche di cui Forza Italia si è fatta rappresentante “ufficiale”, hanno portato ad una formidabile concentrazione di fuoco su garanzie e diritti, e soprattutto sull’architettura istituzionale che ha garantito i necessari pesi e contrappesi fra i vari poteri fondamentali per una democrazia. Non aiuta il fatto di avere al governo tre forze politiche per diversi motivi estranee o addirittura ostili al processo costituzionale realizzatosi in Italia con la sconfitta del fascismo. Ieri pomeriggio, a Frosinone, si sono riuniti alcuni cittadini sensibili al tema, ed hanno approfittato della bella esposizione del giurista Domenico Gallo che ha illustrato in modo comprensibile anche ai non addetti (la maggioranza dei presenti) cosa cambia questa modifica e quali prospettive drammatiche pone di fronte alla nostra democrazia. Gallo ha insistito sul fatto che non si tratta, in questo caso, di una revisione ma di una sostituzione costituzionale. Infatti, lo stravolgimento di ben 53 articoli su 149, la modifica radicale delle competenze delle cariche istituzionali, la concentrazione dei poteri nelle mani di un solo uomo, il premier, che per giunta non avrebbe alcun controllo né alcun potere al di sopra di lui, la riduzione del Parlamento a ostaggio del premier stesso, configurerebbero una repubblica per modo di dire, dove invece si assisterebbe alla resurrezione dell’assolutismo, anche se elettivo. Numerosi gli interventi, tutti con argomentazioni interessanti, con letture del fenomeno che partono da lontano, dalle degenerazioni della classe dirigente degli ultimi anni del secolo scorso, e che inseriscono l’assalto alle regole democratiche nel quadro ampio e preoccupante della riorganizzazione liberista del potere, che sta cercando di trasformare le democrazie in regimi fondati sulla priorità del profitto di pochi sul diritto di tutti. L’assemblea è durata anche oltre il previsto, proprio perché forte era l’esigenza dei presenti di rimarcare la necessità di costruire nuovi presidi democratici nel Paese, ed evitare che proprio l’Italia che con l’antifascismo resistenziale ha aperto una stagione democratica diventata modello per tutto il mondo civile, si trasformi nell’anello debole dove questa concezione della cittadinanza esercitata attivamente con la partecipazione viene spazzata via: le logiche della competizione selvaggia al posto della solidarietà civile. Stupisce, prima ancora che preoccupare, l’assenza dei partiti della sinistra (erano presenti ed hanno dato l’adesione convinta solo i Comunisti Italiani ed i Verdi), dei sindacati confederali (c’era invece il Sin.Cobas) e delle istituzioni. Nessun rappresentante del Comune o della Provincia. I promotori pensano però che la nascita del comitato può essere essa stessa uno stimolo a mobilitarsi anche per chi finora non ha trovato uno strumento idoneo ad esprimere il proprio dissenso rispetto ad una politica di demolizione delle conquiste democratiche del popolo italiano. Il comitato nasce quindi con l’intenzione di mettere in relazione esperienze e sensibilità diverse fra loro ma fortemente motivate dalla necessità di ricostruire un tessuto di impegno sociale che recuperi lo spirito unitario dei CLN che pur nelle differenze grandi seppero unire le forze contro il fascismo e per la conquista della libertà e della dignità del nostro Paese. Quelle forze, di ispirazione cattolico popolare, socialista e comunista, liberale, azionista e perfino monarchica in alcuni casi, seppero lasciare una grande lezione, oltre alla riconquistata libertà. Una lezione unitaria che oggi dovrebbe tornare ad essere guida per coloro che, dai più umili ruoli fino alle massime responsabilità dirigenti, lavorano per il mantenimento e il rafforzamento delle garanzie costituzionali che hanno fatto diventare grande l’Italia. Su questi contenuti si svilupperanno nei prossimi giorni numerose iniziative, in tutto il territorio provinciale dove sarà possibile farlo. Per questo, i promotori invitano tutti a far pervenire le adesioni utilizzando anche questo sito, e segnalando iniziative spontanee locali o la possibilità di costruirne ovunque sia possibile. Le occasioni del 25 Aprile, del 1° Maggio e del 2 giugno vedranno in tal senso il massimo impegno del comitato.

Giovanni Morsillo
Frosinone, 13/04/05


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