temi di discussione

la storia continua....

...iscriviti al P.d.C.I.


roccasecca, 23 marzo 2005
HOME
contatto e-mail

La democrazia in saldi

La telenovela senza fine della presentazione della lista neofascista di AS alle elezioni del Lazio sta, come da copione, sviando l'attenzione dal tema centrale per trasferirla su disquisizioni viziate in partenza, e quindi del tutto fuori luogo. Si discute cioè, grazie alla dittatura mediatica, se convenga alla destra oppure al centro-sinistra che i fascisti ed i nazisti si candidino alle elezioni regionali. Già sarebbe vano esercizio studiare questo argomento, poiché come dichiarato dai loro capi infinite volte, i loro voti non sarebbero confluiti sulle liste sostenitrici di Storace neppure nel caso in cui non avessero potuto presentare i loro simboli, per cui che ci siano degli scontri feroci all'interno della destra è palese, ma pensare che il centro-sinistra possa attivare strategie per lucrarci sopra è idiota. Che poi le piazzate e le guerre intestine alla destra ne indeboliscano le prospettive, è un fatto, ma questo è naturale e succede in tutte le realtà conflittuali, e non per merito degli avversari. Il centro-sinistra, ad esempio, si è diviso a Venezia per le comunali, ma nessuno ha pensato che Casson o Cacciari siano stati in qualche modo favoriti o alimentati dagli avversari. Dove ci si divide, con questo sistema elettorale bonapartista, si favorisce l'avversario. Non si pianga quindi sugli sfaceli provocati dalle leggi elettorali, e soprattutto si eviti il tentativo patetico di scaricare le proprie rogne addosso agli avversari. si ripensi piuttosto ai fiumi di inchiostro e di parole spese in tutte le sedi, comprese quelle eminentemente istituzionali tipo Porta a Porta per sostenere il tormentone secondo cui la sinistra sarebbe litigiosa ogni volta che discute su un argomento come la guerra o la procreazione assistita, mentre le destre sarebbero unite e solidali. In realtà, come sosteniamo da anni, queste destre sono non unite, bensì sottomesse, legate al guinzaglio dei rubinetti auriferi del padrone, il quale decide le sorti di tutti in quanto detentore del portafogli. Ora, la Mussolini non dovrebbe essere ammessa alle elezioni, con quel tipo di lista, non per la strana farsa delle firme, ma perché in Italia è ancora vietata la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma, ai sensi della Costituzione ancora vigente. Vi sono cioè ragioni politiche, storiche e giuridiche serie per impedire che i fascisti siedano nelle istituzioni in quanto tali. Sappiamo che lo scivolamento in tal senso determinato dai governi delle destre negli ultimi dieci anni è enorme, fino al punto da avere tronfi repubblichini seduti nel governo stesso, ma siamo anche consapevoli che l'illegalità sia una cifra distintiva precisa di queste destre, per cui non ci aspettiamo cose diverse. Spetterà di nuovo ai lavoratori, quando ritroveranno la loro unità e la loro coscienza di classe, ripristinare il rispetto dei valori, dei principi e delle prescrizioni costituzionali, poiché essi costituiscono il superamento dei privilegi e della sopraffazione a vantaggio della solidarietà. E questo, non altri, è il motivo per cui tanto lor signori si accaniscono nel volerli cancellare.

Giovanni Morsillo



HOME
contatto e-mail