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| roccasecca, | 17 marzo 2005 |
In
Italia uno pensa al peggio, poi apre il giornale e si rende conto che il peggio
non era quello. Uno pensa che la manica di lestofanti al governo oggi sia capace
di nefandezze fatte con furbizia e scrupolo, per realizzare chissà quali
disegni sottili e oscuri per tutelare i propri privilegi. E invece, leggendo
i giornali (e chissà quante cose sui giornali non vanno) ci si rende
conto che la classe dominante italiana, la destra e l'estrema destra oggi al
potere, ne fanno sì di cotte e di crude per ancorarsi al potere da dove
arraffano a man bassa, ma lo fanno in modo rozzo e spesso si fanno trovare col
sorcio in bocca, come si dice a Roma. Leggiamo oggi, infatti, due notizie strabilianti:
sembrerebbe che il Centurione del Lazio sia implicato in una strana operazione
di spionaggio informatico ai danni di 2600 cittadini del Comune di Roma, attività
svolta in relazione alla telenovela delle firme false della sua ex sodale Alessandra
Mussolini. La magistratura saprà dire se questo è vero, e speriamo
sinceramente di no, nell'interesse della dignità delle Istituzioni, anche
se abbiamo fondati motivi di ritenere che, data la provenienza della denuncia,
non si tratti di una bufala giornalistica. La seconda notizia ha invece del
paranoico: la maggioranza parlamentare, cioè il governo, ha nominato
con votazione il signor Giuseppe Fortunato, segnalato da AN, quale componente
dell'Authority per la privacy. Questo signore ha subito una condanna a sei mesi
di reclusione con sentenza definitiva della Corte di Cassazione n. 9331 dell'8
marzo 2002. Indovina indovinello: quale era il reato contestato al sig. Fortunato
di alleanza Nazionale? La violazione della legge sulla privacy! Quindi uno che
ha violato le leggi che tutelano la riservatezza dei cittadini ora dovrebbe
vigilare sulla loro applicazione. Siamo a cavallo! Ci sembra una situazione
da teatro dell'assurdo, ma forse neppure Beckett o Ionesco avrebbero fatto di
meglio. Ci rattrista sapere di essere in mano a una banda di malfattori, ma
ancor più osservare che essi contano non su raffinate tecniche di gestione
occulta del potere, bensì sulla rozza e arrogante prepotenza caratteristica
di tutti i poteri assoluti. Di nuovo, dopo sessant'anni, vediamo profilarsi
un regime reazionario dittatoriale di massa, fondato su un consenso plebiscitario
e su regole elettorali truffaldine. Ci conforta che probabilmente non avranno
il tempo di realizzare del tutto il programma gelliano di disfacimento della
nostra democrazia, ma ci auguriamo che questo pericolo sia percepito, in primis
dai capi del centro-sinistra, poiché ci sembra che in tempi lontani dalle
elezioni esso sia fortemente sottovalutato.
Fraterni saluti.
Giovanni Morsillo