|
|
temi
di discussione |
la storia continua.... ...iscriviti al P.d.C.I. |
| roccasecca, | 16 marzo 2005 |
I
capi del centro-sinistra e la stampa amica hanno aperto il fuoco su
Diliberto. Perché? Perché giudicano inopportuno che il PdCI, dopo
aver
condotto una lotta ferma e senza alcun tentennamento contro la guerra del
signor Bush e dei suoi manutengoli da quando questa non era ancora
cominciata, proseguendo fino ad oggi con una costanza ed una coerenza non
rintracciabile in nessuna delle altre forze della pace rappresentate in
Parlamento, non si accontenta ora di un voto contrario al rifinanziamento
della missione, ma propone una mozione per il ritiro delle truppe. Che ci sarà
di strano in questo, non lo capiamo nonostante gli sforzi.
Questi ben pasciuti pensatori dell'alternativa rimproverano (vedere il sito
nazionale del PdCI per la rassegna) al PdCI di essere coerente sotto
campagna elettorale. Come dire: finora andava bene la tua posizione anche se
metteva un po' in imbarazzo i Ds e Rifondazione che invece cercavano di
barcamenarsi fra sentimento popolare e amicizia con Washington i primi, e
fra opportunismo governista e movimenti la seconda; ma adesso, se insisti,
rischi di prendere qualche voto, e allora devi smetterla.
E di questi tempi, si sa, quando uno non si allinea, subito arrivano le
portaerei. E giù cannonate mediatiche da parte di fior di pacifisti come
Violante (quello delle foibe e di San Sabba, dove eravamo tutti uguali)
tirare bordate democratiche sui vetero comunisti, Bertinotti sentenziare da
eminenza inquisitoria che a quelli di Diliberto non spetta neanche il
diritto di attenzione minima, e perfino (ma non tanto) il manifesto che
batte il tamburo per trasmettere alle tribù in amorosi sensi con i moderati
che il PdCI è solo, irrimediabilmente solo. Ci sarebbe da aggiungere
il
fuoco a palle incatenate della sinistra Ds, di Aprile, e compagnia cantando.
Ma invece riteniamo che questo sbarramento significhi ben altro. Non è
certo
la mozione di una piccola pattuglia di parlamentari resistenti ad
impensierire questi strateghi dell'opportunismo (ricordiamo che per noi il
termine bipartisan è solo una cosa difficile da pronunciare, ma non
significa nulla)! Cosa potrebbe loro importare della determinata lotta alla
guerra che qualche deputato o senatore si ostina a condurre, isolato dal
resto del Parlamento compatibile? Non è certo un caso politico il fatto
che
i comunisti siano ostracizzati in ogni modo! Ma stavolta non è davvero
dignitoso, non è morale che sia rifiutata una mozione per il ritiro dopo
tutta la retorica sciupata in questi mesi per distinguersi dalle politiche
guerrafondaie di questo governo. Paolo Cento ha detto che vota qualsiasi
documento dove ci sia scritto "ritiro", salvo poi presentarne un'altro
tutto
suo, che se no si sente inferiore ai comunisti cattivi che comiciano sempre
loro. E presentateli, questi documenti, meglio tanti che nessuno, e se
proprio vi viene l'orticaria a passare per amici dei comunisti fate una
delle vostre acrobazie, distinguetevi dai motivi strumentali e biechi dei
presentatori, ma votate i documenti che solo i comunisti hanno la coerenza
ed i coraggio politico di presentare! Non abbiate paura: nel grande simposio
dell'opportunismo ci sarà sempre un posto per i voltagabbana. Come sempre
fuori dal banchetto resteremo noi, e non solo perché indesiderati:
soprattutto perché non abbiamo alcun appetito.
Vorremmo solo ricordare che l'unità non è un bandiera che si sventola
solo
quando è festa. Essa è un percorso, fatto di fatica e di umiltà,
e che
guarda a ciò che è utile per il paese, non a ciò che serve
a pescare
qualche voto nel torbido dell'ipocrisia e del camaleontismo.
Giovanni Morsillo