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| roccasecca, | 16 marzo 2005 |
Ieri
pomeriggio abbiamo partecipato alla manifestazione dei Comunisti
Italiani a sostegno della candidatura di Piero Marrazzo che si è svolta
a
Frosinone.
I candidati del PdCI hanno espresso, con interventi anche di un certo
pregio, il loro impegno ed illustrato i punti programmatici, come nella
migliore tradizione politica della sinistra italiana. Il segretario
provinciale e quello regionale hanno portato le loro valutazioni, citato i
dati, incitato i compagni all'impegno. Un minuto di silenzio è stato
osservato per Nicola Calipari e per tutte le vittime della guerra. Ottima
partecipazione dei compagni da tutta la provincia, nonostante gli impegni
elettorali sul territorio. Tutto perfetto, tutto bene. Tutto come previsto.
Quello che invece ci ha incollato l'attenzione alla tribuna, dobbiamo
riconoscerlo, è stato l'intervento di Piero Marrazzo. Da anni, davvero,
non
sentivamo un dirigente del centro-sinistra non comunista parlare con quel
tono, citare quei contenuti, affrontare la battaglia per quella che è,
ossia
senza giri di parole per non scontentare nessuno, finendo poi per
scontentare tutti.
Ha parlato sì di programma ed in modo dettagliato e competente, parlando
con
cognizione non improvvisata delle questioni irrisolte del nostro territorio,
della nostra Provincia, facendo critiche alla gestione delle destre e
proposte concrete per la futura amministrazione, ma legando queste ad un
contesto nazionale e perfino storico, come è giusto che sia.
Ha parlato di valori, Marrazzo, e non lo ha fatto in modo propagandistico.
Ha detto quali sono i compiti della politica, che non si limita a fare
battaglie militari per la conquista del potere, ma si pone obbiettivi di
trasformazione della società in senso equo e compatibile. Ed ha rivendicato,
finalmente, i valori del lavoro, dell'antifascismo e delle libertà
costituzionali come terreno della lotta politica della sinistra, che ha una
funzione precisa a cui non può rinunciare, se vuole davvero costruire
una
società avanzata sul piano della democrazia.
Dobbiamo confessare di aver sottovalutato in passato Piero Marrazzo, pur
conoscendone le doti e l'impegno civile. Siamo contenti di esserci
clamorosamente sbagliati, e di essere felicemente costretti a rivedere in
piena luce l'opinione che avevamo. Piero Marrazzo è un uomo serio, e
questo
lo sapevamo, ma in più è un punto di riferimento per battaglie
necessarie e
urgenti che portino i lavoratori ed i cittadini democratici dei nostri
territori a riconquistare ciò che il governo del Centurione ha
progressivamente sbriciolato.
Ecco, la passione politica si veste anche di concretezza e ci dà la
soddisfazione di essere dalla parte migliore. Crediamo che se uomini come
Marrazzo avessero la possibilità di accedere a mezzi adeguati di diffusione
del loro progetto politico, il Paese ne guadagnerebbe moltissimo. Sarebbero
molti, anche fra quelli che non lo voteranno perché non lo conoscono,
a
ripensare e a sostenerlo.
Giovanni Morsillo