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| roccasecca, | 26 giugno 2006 |
In
allegato i risultati della
provincia di Frosinone comune per comune. Non è un bel risultato: è
un risultato sbalorditivo! Come nel resto del paese, gli Italiani dimostrano
per l'ennesima volta di saper votare sulle cose serie, e riaffermano la distanza
fra le istanze vere del popolo e le politiche deteriori di gran parte della
classe dirigente.
Adesso si è aperta, come da copione, la gara all'appropriazione del risultato.
Sembrano lontani i tentennamenti, le indecisioni, la ricerca affannosa di accordicchi
con gli avversari. Si riparla, con ringalluzzita faccia tosta, di "riforme
condivise", senza che si sappia in quale direzione intendano farle.
Insieme alla soddisfazione ed all'orgoglio di poterci ancora considerare costituzionalmente
democratici, lanciamo un allarme sulle svolte che parte dei gruppi dirigenti
potrebbero attuare, ormai al riparo dalle elezioni per i prossimi anni.
I Comitati per la difesa della Costituzione non si sciolgano! Continuino la
loro azione unitaria non solo di analisi e proposta pedagogica, ma anche e soprattutto
di sentinella politica, affinché questa ulteriore prova del livello di
radicamento dei valori costituzionali nel nostro popolo non venga mortificata
e seppellita da operazioni di revisione in chiave autoconservativa.
Si apra subito un confronto a sinistra sulla lezione che questo referendum consegna
alla politica! Le forze democratiche, e quelle più avanzate in primo
luogo, non si chiudano di nuovo nella tiepida tranquillità del risultato,
ma indaghino forme e prospettive di una nuova stagione politica di crescita
sociale.
Si ponga all'ordine del giorno la questione della rappresentanza! Non c'è
dubbio che il potere distorcente dei media è tremendamente forte e concentrato,
ma il nuovo scatto di dignità degli elettori dimostra che esistono grandi
risorse democratiche e critiche. Se la sinistra non si muove unitariamente per
raccoglierle e renderle produttive, esse finiranno per atrofizzarsi.
Infine, pensiamo sia giusto farla finita con l'autoflagellazione, con i piagnistei
e la sfiducia! Il popolo non è ubriaco, né ha dimenticato le sue
priorità. Ma proprio per questo, se la sinistra cessa di fare il proprio
mestiere diventando sempre più interna all'idea liberale della società,
non vi è alcun motivo perché gli elettori debbano sceglierla o
i cittadini impegnarsi per sostenerla con la partecipazione.
Insomma, il risultato più eclatante del referendum, fra i tanti straordinari
aspetti che fa registrare, è che lo spazio democratico nel nostro paese
c'è, e gli elettori lo rivendicano. C'è l'esigenza di tornare
a parlare di diritti, ma non nei termini fumosi e cervellotici di una classe
politica allo sbando. I cittadini hanno esigenza di lavoro, di sanità,
di accesso alla cultura, di convivenza tranquilla e dignitosa, di pace e cooperazione,
di istituzioni che funzionino e non siano trasformate in macchine mangiasoldi.
Adesso la materia per discutere sul serio c'è. Facciamo in modo che la
stagione confusa e disfattista che abbiamo alle spalle sia conclusa, e si riparta.
Coloro che oggi cercano intese con chi vuole un sistema punitivo per i deboli
e completamente lassista per i potenti, ricordino che le riforme si fanno per
aumentare e rafforzare i diritti, non per toglierli o indebolirli. Il popolo
italiano ha dimostrato di saperlo, e ha detto che vuole essere rappresentato.
Fraterni saluti.