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| roccasecca, | 14 aprile 2006 |
Avete
dato un'occhiata a http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/esteri/riti-pasqua-manila/riti-pasqua-manila.html
?
Nelle Filippine si celebra la Pasqua cristiana con vere crocifissioni e flagellazioni
di fedeli. Si sfila in disgustose processioni con uomini sanguinanti che continuano
a percuotersi il dorso spellato dalla frusta e macellato, lasciando pezzi di
carne lungo il cammino fino a cadere al suolo sfiniti e agonizzanti. Per finire
il macabro rituale si procede a crocifiggere con chiodi di ferro alcuni invasati
che si prestano alla bisogna, e pare che debbano anche superare certi requisiti
per accedere alò privilegio di farsi inchiodare su una croce di legno. Intanto
i bravi fedeli scattano fotografie e girano filmini ricordo. Non ci soccorre
alcuna estetica dell'orrore, e riproviamo senza riserve queste pratiche barbare,
disumane e fuori da ogni contesto di civiltà. Ma ancor di più ci meraviglia
che i dirigenti delle organizzazioni cristiane, il papa in primis, non sentano
il bisogno di intervenire per fermare tale scempio di corpi e di dignità. Forse
ci sbagliamo, magari hanno fatto qualche dichiarazione, di cui però non abbiamo
notizia, e se così è ci scusiamo, ma solo parzialmente. Non del tutto perché,
ammesso che avessero espresso una qualsivoglia presa di distanza, ciò non sarebbe
comunque sufficiente. Non servono argomentazioni particolarmente erudite per
rendere chiaro che loro preciso dovere sarebbe quello di intervenire in modo
convincente per far cessare immediatamente quelle pratiche, e di condannarne
senza mezzi termini l'eventuale prosecuzione. Per quanto riguarda invece i fedeli
delle nostre latitudini, che più prosaicamente celebrano il sacrificio degustando
linguine all'astice e tranci di pesce spada, pensiamo che dovrebbero almeno
fare un pochino di mente locale su questo modo di vedere la religione , e confrontare
questa verità con la propaganda di chi attribuisce ad altri nefandezze di ogni
tipo. Vogliamo dire che invece di predicare in modo fideistico che il bene e
la verità stanno completamente e solo dalla loro parte, mentre gli altri si
trastullerebbero nel lessare i loro stessi bambini e altre simili pratiche rivoltanti,
potrebbero prendere atto che forse la cattiva interpretazione di messaggi pur
fondamentalmente validi, può produrre tragedie. Crociate, vandee, inquisizioni
non hanno insegnato molto. Sappiamo che non è possibile attribuire a tutti i
credenti la responsabilità di simili aberrazioni, e siamo i primi a rifiutare
qualsiasi stupida equivalenza, ma aspettiamo che qualche segnale ci conforti
in questa nostra convinzione. Speriamo che queste immagini, nell'era in cui
la comunicazione grazie a internet è più democratica (come spiega il socio-comico
Grillo), possano abbattere una piccola breccia in quel muro impermeabile del
fideismo e del perbenismo parareligioso e incrinare qualche certezza.
Fraterni
saluti.