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roccasecca, 17 marzo 2006
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Così va il mondo

A Milano le truppe scelte della borghesia scendono in campo e si schierano sotto l'alto comando del generalissimo Fini.
La fiaccolata bipartisan finisce in una sfilata di nostalgici di Salò in nome, manco a dirlo, dell'ordine e della disciplina. I tafferugli con annesse distruzioni sono da addebitare alla sinistra per l'ardito teorema secondo cui i centri sociali voterebbero per Prodi. Chi ha osservato almeno un poco il panorama politico sa bene, invece, che chi incendia le macchine difficilmente si riconosce in un sistema parlamentare e pertanto non va affatto alle urne, considerandolo non una perdita di tempo ma un atto negativo, una sorta di resa al sistema borghese. Certo, la confusione ingenerata dai dirigenti disposti a marciare insieme ai fascisti non è che aiuti molto a orientarsi, col rischio che si rafforzi la perniciosa convinzione che "sono tutti la stessa cosa". Da qui al disimpegno il passo è purtroppo molto breve. La violenza non rientra certo nei metodi per l'acquisizione del consenso, e, per quanto ci riguarda, nemmeno per il confronto con gli avversari, propensi come siamo alla discussione, allo studio dei problemi, alla dialettica politica. Esistono certamente dei casi in cui la lotta armata è lecita, come affermano le convenzioni internazionali, ma noi non siamo in quelle condizioni (occupazione militare, dittatura, violazione sistematica e grave dei diritti umani, ecc.). In ogni caso, sfilare per le vie di Milano, città medaglia d'oro della Resistenza inalberando i simboli della ferocia nazista e del tradimento fascista, non è meno violento, né meno pericoloso. La conferma giunge dall'occupazione della manifestazione "bipartisan" da parte dei fascisti di AN con l'esposizione di manifesti (stampati in tipografia e con il simbolo di AN bene in vista, quindi non estemporanee intemperanze di qualche testa calda) e striscioni di aggressione a Prodi e al centro-sinistra. In questo senso è stata davvero bipartisan: fascisti, contestatori e AN tutti insieme contro il cambiamento. Chissà se i capi del centro-sinistra che avevano intenzione di sfilare a braccetto con Berlusconi e Fini avranno le idee più chiare? Vogliamo fare il punto su democrazia e antifascismo? Comunque, non sono solo i "moderati", quelli del partito democratico che ancora non c'è ma già fa un sacco di danni, a toppare. l'altra sera, da Mimun, il compagno Bertinotti e il Ministro Maroni si sono gentilmente riempiti di complimenti, e fra un augurio e un apprezzamento, hanno anche disquisito di politica. Non che ci dispiaccia che personaggi considerati "estremi" siano in grado di condurre un dibattito dai toni civili e finalmente fuori dall'insulto. Anzi, è un bene. Ma fraternizzare forse è eccessivo, o no? Farsi addirittura la foto finale con il braccio sulla spalla l'uno dell'altro, sa troppo di miele. A proposito di Lega, il gruppo estremista e antieuropeo (in politichese si dice "euroscettico", ma a noi piace la chiarezza) Indipendenza e Democrazia, che raccoglie diverse organizzazioni di estrema destra e contrarie all'integrazione, con posizioni xenofobe e spesso razziste, ha sbattuto fuori la Lega (4 deputati) perché ritenuti troppo estremisti. Ma secondo Berlusconi, invece, la sua sarebbe una coalizione di moderati e Bossi addirittura la risorsa principale della sua compagine in termini di contributo alla stabilità. Non servono commenti, ma la preoccupazione è davvero alta.
Intanto, la società informata dai TG si concentra su questioni particolarmente delicate e dirimenti: Stefania Nobile (ironia dei cognomi...) farà un film porno (forse Schicchi vuole tentare il massimo dell'oscenità); due anziani e gaudenti signori fanno sesso mentre viaggiano in macchina; Angelina e Brad si sposano; il Grande Fratello va avanti.

Fraterni saluti. Giovanni Morsillo



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