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| roccasecca, | 10 marzo 2006 |
La bassissima prestazione dell'On. Mussolini (Alessandra) nella confortevole
trasmissione di Vespa non aggiunge nulla alla pericolosità dei fascisti e
dei loro barbari luoghi comuni. Noi non simpatizziamo per Luxuria (o come
diavolo si chiama) pur apprezzandone alcune dichiarazioni in materia di
libertà; né ci interessiamo alle scelte private di cittadini liberi, finché
queste non recano danno alla convivenza ed alla libertà altrui. E quindi non
è con spirito di interesse alla difesa di una nostra appartenenza (anche da
punto di vista delle abitudini e dei gusti relazionali siamo piuttosto
tradizionalisti, e peraltro non proprio dei fissati) che abbiamo provato a
ragionare, seppure schifati, sulla performance di alta verità della signora
Mussolini. Non ci attarderemo a riflettere o a fare ironie a buon mercato
sul suo cognome, su suo nonno, a chiamarla Benita come fanno alcuni
buontemponi dalle nostre parti, ma siamo piuttosto spinti a verificare fino
a che punto abbiamo ragione a dire che non combattiamo il fascismo per
quello che è stato ieri (e già ce ne sarebbe a iosa) ma per quello che è
oggi e che tenta invano di divenire per il futuro. Infatti, a parte la
violazione palese di quattro o cinque norme di legge, di cui un paio almeno
di livello costituzionale, cui abbiamo dovuto assistere, e a parte anche che
se queste violazioni (reati) sono commesse da un parlamentare assumono
l'aspetto inquietante di attentato alla Costituzione e quindi allo Stato, a
parte infine che tutto questo non solo non verrà mai sanzionato, ma
addirittura è applaudito come manna dal cielo da un sistema informativo
asfittico e sterile che si nutre ormai solo di scandali e di politica
cabaret, superate queste non trascurabili preoccupazioni, fermiamo un attimo
l'attenzione sul carattere di questa destra che produce senza interruzione
gesti e concezioni di segno reazionario ed eversivo che puntualmente vengono
liquidati come "episodi" e messi nel calderone della politica per i gonzi,
quella buona per il volgo ignorante. E invece tutti questi gesti, queste
dichiarazioni a prima vista estemporanee e dettate dall'euforia o dal
nervosismo, non sono affatto approssimazioni di incompetenti, ma spie di
convinzioni saldamente radicate nelle teste della destra italiana. Lo
ripetiamo: avere a che fare con Chirac o con le destre liberali inglesi è
naturale, fisiologico e democratico. Non crea spavento il contraddittorio
con chi ha un'idea della società magari fondata su logiche di classe e di
dominio. Ma altra cosa è avere al governo gente che propugna ancora teorie
(si fa per dire) fondate sull'esclusione del diverso, sul razzismo, su
antistoriche posizioni nazionaliste e nichiliste. Questi personaggi e le
loro organizzazioni vanno dall'incitamento all'odio razziale alla difesa
conseguente delle ignobili e disumane leggi del Ventennio, da una malintesa
e malcostruita commistione fra sciovinismo e sanfedismo pseudoreligioso al
rifiuto di qualsiasi integrazione a partire dall'Euro.
Con questi presupposti nascerebbe il governo delle destre se rivincessero le
elezioni. Ma se perdessero? Siamo proprio sicuri che gente di questa risma,
abituata a idee di comando invece che di governo, che "non fanno
prigionieri", che considerano il confronto fra posizioni politiche come
scontro violento fra gruppi dominanti, saprebbe accettare di fare
l'opposizione in un contesto di agibilità democratica e di garanzie
costituzionali?
La nostra storia, quella italiana, ha sancito cose che la signora Mussolini
evidentemente non ha ancora accettato, se dichiara con convinzione che "è
meglio fascista che frocio": nulla, ma proprio nulla è peggio che essere
fascisti. Per quello che erano, per quello che sono e per quello che
dichiarano di voler continuare ad essere.
Fraterni saluti.
Giovanni Morsillo