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| roccasecca, | 1 marzo 2006 |
Ma
insomma, direte voi, questo governicchio non è mai contento! Unipol (impresa
italiana ancorché cooperativa e quindi anomala dal punto di vista dei capitalisti)
cerca di comprare una banca anch’essa italiana e loro muovono perfino i sepolcri
bankitalici per impedirlo, e la consegnano ai francesi. Poi i francesi impediscono
nazionalisticamente (eh, la Grandeur...) all’Enel (impresa capitalistica italiana
in regola anche con i dettami del liberismo essendo stata privatizzata con tutti
i crismi) e loro si strappano i capelli ripiantati e invocano misure avveniristiche
e fantasiose (anzi, creative) quali il dazio ed il protezionismo spinto. Qualcuno
un po' sprovveduto potrebbe chiedere: “Scusa, ma se la BNL sta meglio in Francia
che in Italia, perché con Suez dovrebbe essere diverso?” Che razza di pretese
da comunisti: vorrete mica che gente che si riunisce sotto una confraternita
chiamata Casa delle Libertà poi si senta in qualche modo obbligata ad osservare
una qualsivoglia limitazione del proprio agire? Per favore, piantatela con queste
balle veteromarxiste sulla coerenza, che è un concetto vecchio e démodé. Si
faccia invece finalmente largo e si conceda il meritato posto centrale al concetto
centrista di “affari nostri”. Secondo questa dottrina raffinata e socialmente
evoluta, le cose sono buone non quando vanno in direzione di un principio condiviso
o di una utilità generale, ma quando rafforzano i “nostri” affari. E se proprio
volete essere pignoli come vi divertite a fare voi reduci dello stalinismo vedrete
che guardando bene questo atteggiamento è assolutamente “coerente”: i fatti
nostri sono la guida immutata di tutte le nostre azioni. Contenti? Se poi il
tempo perso a convincervi non bastasse, possiamo ricordarvi che contro la Francia
abbiamo già dichiarato guerra una volta, e possiamo sempre rifarlo, che mica
ci spaventiamo. Pur di difendere il sacro patrimonio dalle grinfie dei transalpini
siamo anche disposti a rivelare al mondo intero che il nostro capo è la vera
e sola reincarnazione del grande Bonaparte (fatto acclarato senza ombra di dubbio
dalla riforma elettorale e dalla distruzione della scuola da lui perseguita,
azioni che ricalcano in modo inequivocabile quelle assunte nella precedente
vita quando era soltanto Imperatore dei Francesi). Questo per convincere i Mangiarane
d’Oltralpe. Per i soliti mugugnoni che ospitiamo nelle nostre proprietà peninsulari,
invece basta e avanza una sola parola: silenzio! Che volete saperne voi, comunisti
da quattro soldi, di come si governa un paese capitalistico moderno? Se dovessimo
mettere il nostro ministro dell’economia a perdere tempo a rispondere alle vostre
insinuazioni, staremmo freschi! Del resto, lo ripetiamo, le idee chiare ce le
abbiamo, eccome: basta che tutto resti in mano nostra, noi ci accontentiamo
e anzi ci sentiamo gratificati dai risultati della nostra sapiente azione di
governo. Vedete, sciocchi europeisti, il problema non è nazionale, ma,. Come
dite voi, di classe. No, non intendiamo classe nel senso di bon ton (santa Santanché!...)
ma proprio nel senso arcaico che date voi comunisti al termine, ossia di appartenenza
sociale. Infatti, per noi non è diverso se una banca finisce in mano ai francesi
o alle cooperative: sempre di stranieri si tratta, sempre di gente estranea
al circolo riservato dell’Olimpo della finanza scelta. Voi trastullatevi pure,
se volete, con le analisi della fase e con i movimenti reali per cambiare lo
stato di cose esistente.
Noi, invece, lo stato di cose esistente ce lo godiamo
tutto, alla faccia della vostra invidia.