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| roccasecca, | 30 gennaio 2006 |
Non
ci siamo mai illusi che da questi personaggi al governo potesse venire alcun
gesto o pensiero condivisibile da un punto di vista laico e democratico. Non
ci riferiamo, sia chiaro, alla destra politica, o perfino a quella ideologica,
che ha anche prodotto intellettuali e dirigenti di rilievo notevole, ma parliamo
invece di questa compagnia di affaristi e lacché che imperversa al potere
anche oltre il tempo massimo. Le dichiarazioni dell'On. Fini e del suo sottoposto
Landolfi, però, ci rattristano molto, non perché qualifichino
chi le esprime, ma perché gettano ulteriore fango sul senso delle istituzioni
e della legalità che oggi guida chi dovrebbe governare la società.
Riferendosi alle pantomime inscenate da alcuni pericolosi perdigiorno sugli
spalti degli stadi italiani, ed in particolare all'Olimpico, l'illuminato capo
della destra ex postfascista afferma con il cipiglio grave e fiero di chi sta
esternando una verità trascendentale rendendo edotto il popolo rozzo
ed ignorante, che "la politica deve stare fuori dallo sport". Che
chiarezza di linguaggio, che esposizione maschia e vibrante, che lezione di
romana eloquenza! Landolfi, dal canto suo, puntella come può l'espressione
di alta ars oratoria del suo capo, e aggiunge la precisazione che l'assunto
vale anche per gli imbecilli di parte opposta. Non sappiamo bene a chi si riferisse,
poiché non avevamo mai pensato che l'imbecillità potesse avere
una connotazione geopolitica (opposto è un termine geometrico, che vale
cioè se collocato in un sistema di riferimento). Noi, più rozzamente
e modestamente, pensavamo che quando uno è imbecille tutto il resto non
conta, ossia le sue esternazioni non vanno prese sul serio e tanto basta. Invece
Landolfi, questo finissimo cultore e creatore di semantica ci illustra con grande
semplicità la sua scoperta: gli imbecilli sono tali sia se di destra
che di sinistra. Hai capito, che scienza?
Mettiamo a frutto l'insegnamento, e ci chiediamo subito dopo: ma quelli esposti
a Roma non sono, oltre che immorali, anche prodotti illegali? Non è vietata
dalla legge l'esposizione e la propaganda di simboli, idee (si fa per dire)
e parole d'ordine fasciste? A rigore, anche il grugno di Mussolini dovrebbe
essere vietato in pubblico, ma visto che si vende sulle bancarelle degli abusivi
a piazza Venezia e a Fontana di Trevi, transeat. allora, si tratta di imbecilli
che sporcano lo sport o di delinquenti che attentano alla legalità? perché
il primo aspetto è considerato mentre il secondo sfugge a ben due ministri
del governicchio? forse perché metterne in discussione la legalità
significherebbe perseguirli davvero? forse perché questo vorrebbe dire
rompere la strategia del consenso delle forze di destra estrema che utilizzano
gli stadi come megafono pubblicitario da diversi anni e con successo, e per
giunta indisturbate?
Ma come: i cittadini di una vallata intera manifestano pacificamente e vengono
caricati di notte dalla polizia, additati come criminali o come disfattisti
e retrogradi, messi sotto accusa da campagne giudiziarie e di stampa formidabili
e i loro paesi sottoposti a militarizzazione, non si perde occasione per attaccare
i lavoratori che scioperano per le condizioni di vita infami che devono sopportare,
e poi si minimizzano atti e strategie eversive come quelle degli stadi? Ma questi
non erano i campioni dell'ordine?
Ci spiace che i ministri Fini e Landolfi, di cui stimiamo su ogni altra dote
il grande equilibrio e la saggezza sempre dimostrata, siano stati così
superficiali, e nella foga di apparire intolleranti verso atti che l'opinione
pubblica addebita loro (a torto, si capisce) non abbiano riflettuto che queste
dichiarazioni di maniera e monche della parte più importante (come si
interviene? perché non sono tollerabili?) divengono grottesche ed attirano
su chi le pronuncia una reazione disgustata da parte degli ascoltatori. Ci rammarichiamo,
ancora di più, che gente del genere sieda ai posti di massima responsabilità
del nostro martoriato paese, ma confidiamo che questo problema possa essere
presto risolto.
Fraterni saluti. g.m.