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roccasecca, 24 gennaio 2006
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privilegi vaticani

Non bastava l'8 per mille e il suo perverso meccanismo di moltiplicazione
dei soldi, non bastava l'esonero dell'ICI esteso anche alle strutture
commerciali della chiesa, non bastava l'assunzione in ruolo di migliaia
di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche e dei cosiddetti
assistenti religiosi negli ospedali pubblici, non bastava il massiccio finanziamento
alle scuole private, i privilegi concessi agli oratori e addirittura il
7% degli introiti delle opere di urbanizzazione secondaria che i comuni sono
tenuti a versare alle diocesi, no non bastava.
Dall'ultimo numero di MicroMega apprendo con sconcerto e vana
indignazione anche l'esistenza di queste "quisquilie":

Il Vaticano, in base ai Patti lateranensi, non ha mai pagato una lira per
il consumo dell'acqua, consumo, si badi bene, che ammonta a ben 5 milioni
di metri cubi annui, la maggior parte utilizzati per irrigare i
megagalattici giardini vaticani. Ma non basta. Fino agli anni 70 le acque di scarico,
sacre sicuramente ma inquinanti altrettanto sicuramente, confluivano
direttamente nel Tevere, poi furono costruiti i depuratori, ma il comune
di Roma non ha mai ricevuto il pagamento del costo del servizio che, nel
1999 aveva raggiunto la bella cifretta di 44 miliardi di lire. Quando
l'azienda municipalizzata l'ACEA è stata quotata in Borsa, gli azionisti hanno
giustamente richiesto il pagamento degli "arretrati vaticani.
Ma a quel punto il ministero dell'economia dell'epoca è
"provvidenzialmente" intervenuto accollandosi l'onere del pagamento ed ottenendo in cambio
l'assicurazione che il servizio di smaltimento acque sarebbe stato per
il futuro regolarmente pagato (costo attuale 2 milioni di euro l'anno).
E allora ,a questo punto, avranno finalmente pagato i nostri eroi
porporati? Macchè, altro colpo di bacchetta magica legislativa. Un emendamento alla
legge finanziaria 2004 proposto dal senatore di Forza Italia Mario
Ferrara, fa decadere anche questi oneri. L'emendamento, comma 13 dell'art.3
prevede lo stanziamento di 25 milioni di euro per l'anno 2004 e di 4 milioni di
euro per il 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di depurazione proprio.E
poi c'è chi non crede ai miracoli!!!!!!!!!!!!!!

Altra quisquilia.
Cinquanta mioni di euro sono stati stornati dal fondo speciale per il
disinquinamento delle acque di Venezia e versati direttamente nelle
casse della curia patriarcale. La "santa" decisione è stata presa nel
febbraio 2004 dal presidente della regione Veneto Giancarlo Galan (forza Italia).
Già l'anno prima la proposta era stata approvata all'unanimità nella
riunione per la salvaguardia di Venezia, tenutasi a palazzo Chigi e presieduta dal
presidente del Consiglio.

Altra quisquilia ancora.
Nella finanziaria 2005 al comma 206 è previsto un finanziamento di un
milione di euro "allo scopo di promuovere il potenziamento della
strumentazione tecnologica e l'aggiornamento della tecnologia impiegata
nel settore della radiofonia" Per quanto riguarda i soggetti che possono
beneficiarne si rimanda al comma 190 della finanziaria precedente. E,
guarda guarda, si scopre che le uniche due emittenti a possedere i
requisiti per godere del cospicuo regalino sono Radio Padania libera e
Radio Maria il cui progetto editoriale è "diffondere il messaggio
evangelico in comunioine con la dottrina e le indicazioni pastorali della Chiesa
Cattolica e nella fedeltà al Santo Padre, usando tutte le potenzialità
del mezzo radiofonico..."

Io mi chiedo: se le varie signore e i vari signori Rossi Bianchi e Neri
che tirano la cinghia per arrivare a fine mese, che pagano l'affitto o l'ICI
più il mutuo, che pagano fini all'ultimo euro bollette di acqua gas luce,
ecc. fossero capillarmente e dettagliatamente informati di tutte queste
porcherie, continuerebbero ad appoggiare i politici che, con
accondiscendenza purtroppo bipartisan, continuano a convogliare fiumi di
soldi pubblici nelle voraci tasche vaticane?

proposta da Luciano Luongo



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