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| roccasecca, | 20 gennaio 2006 |
Domani il Partito Comunista Italiano compie 85 anni.
Qualcuno vorrebbe metterci fuori legge, e proprio il 26 gennaio, fra una settimana, il Consiglio d'Europa voterà una mozione in tal senso promossa da un paio di fascistoidi che nei loro paesi stanno già mettendo fuori legge mezza popolazione per motivi ideologici, religiosi e di opinione nel senso più vasto, salvo proteggere i neonazisti ai quali consentono di svolgere macabre rievocazioni di ricorrenze legate alla vita di Hitler, agli episodi del suo delirio sanguinario, alla sottomissione brutale di intere popolazioni europee.
Bene, se quella risoluzione passasse, noi ci autodenunceremmo, a testa alta, poiché non si cancella un'idea, tanto meno un ideale, con un decreto. nessuno può stabilire per legge quello che noi dobbiamo pensare, poiché non abbiamo ancora rinunciato a farlo, e per di più autonomamente. Accomunare sistemi di pensiero e di prassi politica fondati sulla violenza, sulla prevaricazione e distruzione fisica dell'avversario, sulla repressione razziale e sul dominio di una classe sociale su tutto il mondo a un ideale quale il comunismo, che pur in alcune fasi storiche e determinate nei luoghi e nel tempo deviato e umiliato dai suoi stessi dirigenti, ha comunque saputo conservare la sua funzione di forza critica del pensiero dominante e liberatrice di masse infinite dal giogo del colonialismo, dell'imperialismo e del dominio di classe in tre quarti del pianeta è prima che ignobile miope.
Il verificarsi di alcune delle condizioni storiche per la messa in discussione dell'organizzazione statale borghese, l'avvento della globalizzazione e della tecnologia informatica hanno cambiato la faccia del mondo, e stanno mettendo le masse proletarie di tutto il mondo in condizioni di premere alle porte del capitale con maggiore efficacia che mai. In Europa le consorterie reazionarie che hanno occupato il potere con il sostegno dell'imperialismo dopo il crollo del Muro di Berlino cercano di esorcizzare il sommovimento che ne mette in crisi l'autorità e l'organizzazione, dalla Bolkestein alle lotte contro al privatizzazione e la precarizzazione, dal tema del salario a quello del controllo delle risorse. E tenta con miserevoli stratagemmi burocratici quali la risoluzione anticomunista. Potranno votare e approvare tutte le stupidaggini di questo mondo, potranno continuare a pagare pseudointellettuali e giornalistucoli da strapazzo, comprare e pilotare televisioni e fiction, ma per riuscire nel loro folle progetto di omologazione dovranno comprare anche tutti i cervelli d'Europa. I nostri non sono in vendita, non si affrettino alla coda per i saldi! Domani a Roma si terrà anche il Congresso dell'ANPI, l'associazione dei partigiani combattenti che ha scacciato l'orrore nazifascista dalla terra d'Europa. Nel salutare i compagni partigiani, vogliamo ribadire la nostra presenza nella lotta eterna fra sfruttati e sfruttatori, nel solco dell'insegnamento che essi ci hanno donato.
I benpensanti dalla pancia piena che si trastullano in avventure revisioniste e reazionarie sanno benissimo che chi ha conquistato il diritto di cittadinanza in Europa lo ha fatto anche per chi gli sparava addosso. Non chiediamo che ci dicano grazie, ma almeno evitino di cadere in ridicole se non grottesche pantomime della politica. La falce ed il martello continueranno ad essere per secoli gli emblemi della ribellione, dell'insofferenza ai soprusi, dell'intelligenza dei lavoratori che si organizzano e lottano per i diritti. Se questo può non essere chiaro per dei fantocci con la livrea dell'imperialismo, lo è senza dubbio per i milioni di uomini e di donne che in tutto il mondo guardano al progresso civile ed umano con occhi diversi.
Pertanto, cari compagni, buon compleanno a tutti, e mille, mille e mille di
questi giorni.