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roccasecca, 11 gennaio 2006
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repubblichini fuorilegge

Salutiamo con soddisfazione la cancellazione dall'agenda del Senato l'approvazione del ddl 2244 che intende equiparare i combattenti della libertà ai miliziani fascisti che si adoperarono al fianco delle truppe di occupazione per mantenere, con i metodi raccapriccianti che sappiamo, il dominio nazista sul nostro paese.
Questo risultato non serve soltanto ad evitare un'ingiustizia enorme ai danni della stessa dignità nazionale del nostro popolo e del nostro paese, ma riporta tutta intera la discussione sul fondamento e sull'origine della nostra democrazia.
Sul sito www.anpi.it troverete tutti i documenti e le iniziative fatte a sostegno di questa battaglia dalle organizzazioni partigiane e dai democratici italiani in questi lunghi e durissimi mesi.
Bene! Per ora, per questa legislatura almeno, la vergogna di un paese che riconosce ai suoi traditori lo status di belligeranti regolari, è evitata. Non abbasseremo la guardia, e continueremo la lotta a fianco dei partigiani e delle loro organizzazioni per ripristinare le garanzie e il valore della nostra Costituzione oggi compromessa da un attacco demolitorio che ha già ottenuto risultati tragici. Le destre italiane sanno che quello è lo strumento che consentirebbe loro di ottenere mano libera alla loro prepotenza, alla prevaricazione, alla realizzazione di quello stato selvaggio e minimo che consente ai potenti qualsiasi speculazione e riserva agli onesti ed ai lavoratori solo un ruolo di sottomessa accettazione. Né servono le loro foglie di fico sulla "non urgenza" del provvedimento. Vi avevano profuso forti dosi di impegno, e AN puntava molto su quel ddl. Gli è andata molto male, grazie all'impegno di tutti noi. Vi invitiamo anche a leggere su www.comunisti-italiani.it le dichiarazioni e gli interventi parlamentari dei nostri rappresentanti, primi fra tutti i compagni Cossutta e Marino.
Molti altri siti di movimenti e partiti democratici e antifascisti riportano i resoconti di iniziative analoghe. Sarebbe un'ottima occasione per capire che se si marciasse più uniti, almeno sulle battaglie condivise, si potrebbero ottenere risultati più apprezzabili. La lezione partigiana insegna anche questo, ma molti lo dimenticano con troppa leggerezza.

"Avanti, siam ribelli", cantavano i nostri combattenti della libertà nei venti mesi dell'eroica epopea resistenziale. Ci ribelliamo oggi, sempre con loro, contro le nuove forme che il dominio assume, e ci sentiamo moralmente e politicamente forti del loro insegnamento.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Fraterni saluti.



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