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| roccasecca,
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14
dicembre 2005 |
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a
proposito della TAV in val di Susa
Cari
Tutti
Vi prego di far girare il più velocemente possibile questa notizia ai vostri
indirizzari per "rompere" la cortina "fumogena" sparsa dalla censura dei mezzi
di informazione tv sulla situazione in val di Susa. Lì c'è gente che se la Alta
Velocità va avanti rischia la vita per l'amianto mentre lo spreco di soldi per
un'opera inutile riguarda tutti.
Sosteniamoli almeno facendo girare l'informazione.
From: albertobiodiversita.info
Per
favore, leggete questo documento fino in fondo. Non vi chiedo che pochi minuti
del vostro tempo. Scrivo queste poche (spero) righe con l'unica intenzione di
portare a conoscenza una situazione che la maggior parte dei media cerca di tener
nascosta. Da diversi anni è in corso in ValSusa una manovra di resistenza organizzata
contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV). Quello che fanno
credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente
dal fatto che "gli passa il treno sotto casa". Nella manifestazione di giugno
c'erano 30000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50000 abitanti). Non posso
di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono
metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:
1.. La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già
una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto
(considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.
2..La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio
in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri comunque
continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.
3.. Nel tratto montano (e quindi da! Torino alla Francia), comunque non sarebbe
una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno montano non la
rende possibile.
4.. L'amianto sotto al Musinè c'e' veramente (è già ampiamente dimostrato), e
nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto
estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che
con i frequenti venti della ValSusa verrebbe distribuito e respirato in tutta
la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione
di anche solo una fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione.
Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio
è di 9 mesi.
5.. Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale
non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.
6.. Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo, nella tratta
dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno. Per questo motivo,
al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni
comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente
che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi
per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti
europei.
7.. Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi (mi
spiace, ma non riesco proprio a dare dell'onorevole ad una persona del genere)
questo documento diverrebbe troppo lungo.
Dico solo che l'appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di
euro) è stato vinto da una ditta francese che l'ha subbappaltato alla francese
RockSoil, di proprietà della moglie. Forse ora è più chiaro e motivato perchè
nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci
e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico
di appartenenza. Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato
la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante
quanto riferito dai media). L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello
di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far
questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati. Lunedì 1
novembre ho partecipato al blocco dei lavori a Mompantero: in 500 persone (saremmo
stati molti di più, ma alla maggior parte delle persone è stato impedito di raggiungere
i luoghi della protesta, militarizzando Susa) abbiamo bloccato senza alcuna violenza
per un giorno intero 1200 demotivati esponenti delle forze dell'ordine. La notizia
che i siti siano poi stati presi in possesso dalle forze dell'ordine in nottata
(quando non c'era più nessuno ad opporsi e verificare) sembrerebbe falsa, alcune
persone hanno verificato il giorno successivo che i siti erano ancora sgombri.
La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra: l'opposizione è trasversale,
ed ogni persona di buon senso che sia informata sul problema non ha difficoltà
a capire le nostre ragioni. Il problema è che la voce dei NoTav ciene puntualmente
soffocata dai media, per la grande quantità dei finanziamenti europei in gioco.
Personalmente penso che anche i più accesi interessati questo lo sappiano benissimo,
e dell'opera non gli importi proprio nulla. L'unica loro preoccupazione è farsi
rigirare nelle loro casse i soldoni europei. Non chiedo a chi legge questo messaggio
di crederci ciecamente, ovviamente può essere inteso come propaganda di parte,
ma di informarsi anche dal altre fonti indipendenti. Purtroppo il quotidiano La
Stampa ed il telegiornale regionale di Rai 3 sono le fonti di informazione che
si sono rivelati più corrotti e di parte, non solo nei commenti alle notizie ma
anche nel continuo riportare notizie false. Qualche anno fa è venuta una troupe
di Report diversi giorni in valle a fare un servizio sul problema. Risultato:
il servizio non è mai andato in onda ed il giornalista è stato quasi licenziato.
Il mio intento non è solo di convincervi sulle nostre ragioni, ma prevalentemente
di informarvi.
Se credete che le informazioni di questo messaggio siano false, vi invito a verificarle.
Penso che poi la convinzione venga da sola.
Vi prego di inoltrare questo documento al maggior numero di persone possibile.
albertobiodiversita.info