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| roccasecca, | 9 dicembre 2005 |
In Valsusa succedono cose strane.
La gente protesta per riappropriarsi dei suoi luoghi, nell'indifferenza di certi
partiti che sull'appartenenza campanilistica al proprio territorio hanno fatto
le loro fortune. Il presidio viene sgomberato di notte, mentre i manifestanti
dormono un poco, al freddo. Alcuni di loro finiscono male, feriti da percosse,
gli amministratori vengono violentati anche nella loro funzione democratica,
e gli si strappano di dosso gli emblemi della Repubblica. Ma non si riesce a
capire chi sia stato. Perché il Ministro Psanu, che secondo alcuni avrebbe ordinato
le cariche, smentisce che vi siano state cariche. E allora, questi manifestanti
si sono picchiati da soli? Sono andati a sbattere casualmente contro i manganelli
dei militi? Valli a capire i valligiani! Gente strana, da sempre amante del
vivere solitario, dei boschi e dei monti, che quando si ritrova insieme come
a Bussoleno o negli altri comuni e si mette ad agitarsi, non si sa gestire,
e finisce per farsi male. Sante parole quelle di Lunardi: "che si mettano l'anima
in pace"! Detta così fa venire in mente che l'anima in pace ce l'hanno i morti,
ma loro sono testardi e vogliono vivere, e magari allevare dei figli dove sono
cresciuti loro, senza per questo doverli condannare al cancro. Mah, che gente.
Non si mette l'anima in pace neppure di fronte al Regime, alla polizia che mena,
alle ruspe che scavano terre e cuori, come in Palestina, che buttano giù il
loro mondo per fare un treno che porta i ricchi. E sì, perché quello che non
si dice, in queste ore, è che l'Alta Velocità sarà riservata, per un tempo non
breve, alle persone di una certa facoltà ed alle loro merci, visti i prezzi.
Ma cosa vuoi che contino poche migliaia di montanari di fronte al progresso,
all'inarrestabile macchina della tecnologia che ci collega all'Europa. E cosa
state a sofisticare sul fatto che dall'Europa ci separa il PIL? Cosa c'entra
la caduta verticale della nostra competitività, dei servizi, delle condizioni
materiali di vita della gente, della scuola, del sempre troppo citato welfare
che ci relegano fra gli ultimi europei, esposti al ludibrio ed alle barzellette
degli altri concittadini del continente? Adesso stiamo parlando di un giocattolo
meraviglioso, che verrà costruito da consorzi trasversali: Lunardi e le Coop,
i tecnocrati di destra ed i riformisti di sinistra, e poi festeggeranno tutti
in un grande banchetto di inaugurazione, e nessuno starà lì a pensare che almeno
la TAV potrebbe essere utilizzata per cancellare o ridurre di molto il traffico
dei TIR in quella zona bella e sfortunata. Questi nuovi futuristi, questi D'Annunzio
che cantano le lodi della tecnica, questi Marinetti che violano l'arcano e lanciano
l'uomo verso mete impensate finora, come i loro predecessori sacerdoti dell'ideologia
aristocratica del dominio della tecnica sulle vite vere preparano il fascismo.
Aprono le porte, offrono le sponde a questa nuova versione del vecchio modello
di sopraffazione. L'assalto alla democrazia è ormai all'arma bianca. Dopo le
prove generali di Genova, di cui vanno fieri nel mondo, il copione è sperimentato,
curato nei dettagli e recitato con perizia: il conflitto è questione di ordine
pubblico, non di politica. Anche i balbettii ormai purtroppo consueti di dirigenti
riformisti che cercano come sempre di stare con due piedi in una scarpa (possibilmente
la scarpa di qualcun altro) la dicono lunga sul livello di egemonia che questo
nuovo fascismo ha raggiunto. Non vi possono essere valutazioni morbidamente
bipartisan su fatti come questi. Occorre lo sciopero generale, bisogna mettere
in ginocchio con determinazione l'avversario finché è possibile, perché il rischio
non è più la TAV. Genova, Scanzano, la guerra in Iraq, lo scempio della Costituzione,
i pestaggi agli studenti che manifestano contro la Moratti (legge e ministro),
la Valsusa, l'escalation è veloce e determinata: liquidare lo Stato oggi che
la borghesia ne può fare a meno, grazie alla globalizzazione finanziaria. Pensavamo
fosse compito della lotta di classe abolire lo Stato, ma non prevedevamo che
lo si sarebbe fatto con la vittoria della classe borghese. Prepariamoci, perché
come recita uno striscione dei NO TAV della Valsusa, "Sarà Dura".
Fraterni saluti.
g.m.