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| roccasecca, | 6 Marzo 2005 |
Leggere
le interviste di Pier Scolari e di uomini direttamente coinvolti in
Iraq è utile ed istruttivo. Si confermano due cose fondamentali: intanto,
che gli Stati Uniti hanno interesse a condurre il gioco indisturbati e a far
tacere tutte le voci non allineate, dando un'immagine ufficiale della guerra
che non ha nulla a che vedere con la realtà del massacro. Dopo Falluja,
Ramadi ed altre città saranno rase al suolo, ma nelle nostre televisioni
apparirà la versione di una opera di bonifica necessaria per estirpare
la
malapianta del terrorismo e democratizzare gli irakeni. Così come
l'impossibilità di contare il numero stesso delle vittime non impressiona
affatto i pianificatori dello sterminio.
La seconda cosa che emerge prepotente, è che laggiù non si sta combattendo
alcuna battaglia di civiltà, bensì uno scontro feroce per l'assoggettamento
di un'intera area strategica, di cui fanno parte anche la Siria e l'Iran.
Coloro che stanno offrendo collaborazione agli invasori hanno esattamente la
stessa quota di responsabilità nella mattanza che si sta consumando.
Andate a leggere i giornali americani ed italiani del 1968/69 e guardate
cosa dicevano della guerra del Vietnam: le stesse esatte parole che usano
oggi per descrivere la sporca guerra imperialista in Medio Oriente venivano
usate per indicare "il terrorismo Vietcong", l'esigenza di democratizzare
il
popolo vietnamita, e altre amene scemenze.
Quei proiettili piovuti sulla macchina dei servizi segreti italiani dicono
tutto. Bisogna solo prestare orecchio, sgombrare la mente da simpatie
ideologiche e da sedimenti occidentalistici, e aprirla alla verità: gli
italiani in Iraq, nonostante le qualità individuali di alcuni funzionari
e
militari, sono al servizio degli appetiti imperiali di Bush, delle destre
americane economiche e politiche, le quali non esitano a trattarci come
nemici, se solo fra di noi si leva una voce fuori coro.
Giuliana lo è, e Nicola Calipari è morto per salvarla due volte.
Ci sono ancora ragioni confessabili o scuse per rimanere? Le dichiarazioni
di Calderoli fanno rabbrividire, non tanto per le posizioni che esprimono,
quanto per l'assoluta ignoranza che le produce. Ha detto, il Ministrone
padano, che quanto accaduto, confermerebbe la necessità di continuare la
nostra missione. Come se a sparare a Giuliana e ai suoi accompagnatori
fossero state frange terroristiche irakene. Informatelo: sono stati i suoi
alleati, gli Americani.
Giovanni Morsillo
Fini, si appella al destino cinico e baro: magari poteva anche prendersela
con le condizioni atmosferiche o con la fase lunare. Disgusto e
raccapriccio, solo questo riusciamo a provare.