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roccasecca, 26 ottobre 2005
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Governo elegante

La più eloquente descrizione dell'approccio che ha il governicchio di destra ed estrema destra verso il tema del diritto allo studio è magistralmente sintetizzato nell'espressione, un po' primordiale ma assolutamente comunicativa, dell'On. Daniela Santanchè.
Quel dito medio alzato verso gli studenti, significa nel gergo raffinato dei salotti che la signora nera frequenta (a detta dei giornali, perché noi non ne abbiamo esperienza diretta) una cosa sola, e molto chiara: "Vi abbiamo fottuti". Certo, l'espressione può sembrare un pochino forte, magari qualche bacchettone della sinistra storica e bibliofila potrebbe opinare che non si addice ad una signora e per di più parlamentare, soprattutto quando si rivolge ai cittadini che amministra, ma il partito della dama in questione ha un'anima populista, pardon, popolare, e quindi non esita a scommettere su forme comunicative da scaricatori di porto in cassa integrazione, pur di farsi capire bene. E infatti gli studenti, per quanto notoriamente zucconi e poco inclini all'ascolto, hanno compreso. Perciò hanno deciso che la lotta continua. Hanno pensato che questi non fossero insulti, ma la cifra identificativa della destra padronale (si può dire ancora?) e fascista, che i lacché del potere non siano nuovi al turpiloquio ed al dileggio arrogante del popolo quando questo non obbedisce disciplinatamente ma rivendica ciò che è suo: diritti e spazi vitali. Da tempo, tanto tempo, invitiamo a riflettere su questo carattere delle destre, sul loro rifiuto della critica storica e sociale in favore di un revisionismo a tutto campo che abolisce il pensiero e celebra la falsificazione storica, letteraria, filosofica. Da tempo cerchiamo disperatamente di dire che la scuola democratica (cioè pubblica, laica e gratuita) è l'unico baluardo vero e concreto alla passivizzazione delle risorse intellettuali del nostro paese, e che proprio per questo essa è oggetto di un attacco così sfrenato. Da tempo sollecitiamo azioni decise di tutto il popolo democratico in difesa delle poche garanzie rimaste in tal senso e all'attacco per nuove e più avanzate conquiste. Ma tutte le nostre parole, i nostri ragionamenti ed i nostri argomenti svaniscono di fronte alla dimostrazione concreta, fattuale dell'idea di scuola e di esercizio dei diritti che i fascisti oggi al potere conservano. Sentiamo quindi la necessità di ringraziare la signora per l'elegante dimostrazione delle convinzioni che albergano dalle sue parti in materia di democrazia, per questa erudita lezione di teoria e prassi politica di governo. No, intendiamoci: non riteniamo un affronto alla democrazia l'insulto fatto agli studenti che chiedono il diritto di studiare in una scuola migliore e democratica lanciato da una parlamentare in carica. Riteniamo invece un gravissimo atto di arroganza il fatto che la parlamentare pensi che i cittadini siano la controparte, quelli da battere o, dato il gesto, da "fottere" e non i veri sovrani della Repubblica ai sensi della Costituzione (o di quel che ne è rimasto). Chi pensa che destra o sinistra sia lo stesso, purché si eleggano persone per bene, è doppiamente servito: la destra non solo è fascista, e quindi per definizione antidemocratica, ma è pure squalificata sul piano dei comportamenti e delle convinzioni più banali. Per parte nostra ci auguriamo che gli elettori, anche quelli di destra, decidano di lasciare quelli come la nostra signora dal maquillage straordinariamente intonato e dalla mimica straordinariamente efficace, a curare i loro affari sugli yacht dei nullafacenti miliardari appassionati di corse, di donne e di altre amenità stupefacenti. La loro presenza nelle istituzioni, in quei posti strani e spesso oscuri dove si fanno le leggi che poi noi dobbiamo rispettare è oltremodo pericolosa, e non solo per chi vota a sinistra.
Se non vogliono farlo per la democrazia, lo facciano almeno per il galateo, o come dicono i servi ricchi, per il bon ton.
Fraterni saluti.

Giovanni Morsillo



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