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roccasecca, 7 ottobre 2005
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Ricordare il CHE

Inoltriamo il comunicato del Dipartimento Esteri del PdCI con i commenti sulla sottovalutazione della ricorrenza. rimandiamo al sito www.puntocritico.net per la lettura di alcuni importanti articoli che mettono in luce non solo tale sottovalutazione, ma una vera e propria corsa di certa sinistra a prendere le distanze dalla figura stessa del grande combattente rivoluzionario. proprio partendo dalla sterile mitizzazione della sua immagine, tendono a svuotarne il messaggio di liberazione e di ribellione al dominio imperialista che egli rappresenta a quasi quarant'anni dalla morte. Tutti presi dalla frenesia di raccattare qualche voto, costoro continuano a recidere maldestramente le proprie radici più nobili, e a rendersi sempre più irriconoscibili ai loro referenti nella società, ottenendo di norma l'esatto contrario dell'obiettivo.
Noi non intendiamo testimoniare un passato scomparso, ma attraverso la nostra storia e le figure che l'hanno realizzata, come Ernesto Che Guevara, ricerchiamo le condizioni per un futuro diverso, migliore, giusto: socialista. Pertanto, ribadiamo l'invito a tutti a partecipare alla festa di due giorni in onore della memoria del Che Guevara organizzata dai giovani compagni della FGCI di Aquino, nel corso della quale, come invita a fare il nostro Responsabile Esteri Jacopo Venier, terremo due tavole rotonde e diverse altre iniziative di approfondimento per capire quale sia la lezione del Che e della Rivoluzione cubana per il mondo di oggi. Analizzeremo con l'aiuto di esperti e operatori della solidarietà internazionale l'attuale fase economica e sociale dell'America Latina, alla luce dei mutamenti in corso nella grandissima parte di essa.
Vi chiediamo di fare uno sforzo e di partecipare in tanti. Estendete l'invito ad altri, e aiutateci a non far morire il Che seppellendolo sotto il suo mito. Il Che non è un'icona o una maglietta, ma un grande dirigente, pensatore e combattente rivoluzionario, che avrà ancora per moltissimo tempo da insegnarci qualcosa di importante


COMUNICATO STAMPA SULL’ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI ERNESTO CHE GUEVARA

Jacopo Venier - Segreteria nazionale PdCI

Il trentottesimo anniversario dell’assassinio del Che in Bolivia sta passando in assoluto silenzio. Il mondo politico, e purtroppo anche parti consistenti della sinistra, ha dimenticato questa data ma, soprattutto, il suo significato profondo e la necessità di non di cristallizzarla in una icona, se pur importantissima, ma di renderla sempre più attuale.
Una ricorrenza, cioè che parli alle giovani generazioni e alla lotta dei popoli che ancor oggi si battono per la loro autodeterminazione. Guevara non fu solo un rivoluzionario a Cuba, ma fu un rivoluzionario di tutta l’ America Latina. Un uomo che guardava al mondo per cercare di renderlo migliore, più giusto e solidale; un rivoluzionario che credeva nei popoli e nella loro azione emancipatrice e progressista.
Purtroppo, oggi un pessimo revisionismo è passato anche nelle file di parte della sinistra italiana ed europea che non perde occasione per lanciare invettive e critiche non costruttive contro Cuba, un po’ come se tutti i mali del mondo dipendessero da ciò che avviene in questa piccola isola dei Caraibi. E’ necessario, allora, non una semplice, se pur importante, rievocazione ma uno stimolo per proseguire nella solidarietà politica e ideale con la Rivoluzione cubana. Una rivoluzione ancor oggi sotto l’attacco potente e minaccioso della potenza imperialistica statunitense che non perde occasione per attaccare e rendere sempre più pesante, iniquo e duro il più longevo embargo della storia del mondo.
Si attacca ancor oggi la figura del Che perché è un esempio che dà fastidio, perché il suo esempio ancora parla a milioni di latinoamericani e non solo. Ma si attacca Che Guevara per attaccare Cuba, questa piccola isola che si conquistò l’indipendenza e la possibilità di scrivere la propria storia, e quella del proprio popolo, grazie alla rivoluzione guidata da Che Guevara, Fidel Castro, Camilo Cienfuegos e da tutto il popolo cubano.
Ed ancor oggi gli Stati Uniti non perdonano a Cuba e alla sua Rivoluzione di continuare il proprio cammino di civiltà, democrazia, giustizia sociale e indipendenza e di rendere chiaro ai popoli della terra che il capitalismo e il neoliberismo non sono l’ultimo approdo della storia e che un mondo più giusto, equo e solidale è possibile. Ricordiamo allora Ernesto Che Guevara, il suo esempio, la sua coerenza rivoluzionaria e continuiamo a sostenere Cuba perché mai come oggi Cuba è nel mirino degli USA e anche l’aggressione militare sta diventando una opzione possibile per abbattere il legittimo governo cubano.

Per queste e per molte altre ragioni, come Comunisti Italiani stiamo con Cuba, con il suo popolo e con il suo legittimo Governo guidato dal Comandante Fidel Castro e la nostra solidarietà e il nostro sostegno al popolo cubano e alla sua Rivoluzione è “senza se e senza ma”.

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