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| roccasecca,
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30
settembre 2005 |
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Cifre
Quando
si parla di bilanci, finanziarie e truffe di vario genere in larga scala, i
poveri lavoratori come noi si perdono nelle cifre, che rimangono solo scarabocchi
pieni di zeri senza riuscire a trasmetterci la percezione esatta dei valori.
Cosa si può fare con un milione di Euro? Boh? E con venti/venticinque
miliardi, pari alla stangata che Berlusconi ed i suoi accoliti ci stanno elargendo
come ultimo regalo? Mah!
L'articolo apparso oggi su www.repubblica.it,
che alleghiamo, invece parla di cose che Roma non potrà più dare
ai suoi cittadini se quella rapina diventa legge.
Meditate, gente, meditate! Qui non si tratta di stomachevoli giochi di tifoseria,
né di semplicistiche approssimazioni e pigre scrollate di spalle ("la
mia squadra è la più forte" o, peggio "sono tutti uguali").
Fraterni saluti
Il
sindaco elenca le rinunce che toccheranno alla capitale
"Tagli ai trasporti e ai servizi sociali, licenziamenti ovunque" Finanziaria,
Veltroni fa i conti "Colpo mortale alla città di Roma" ROMA
Il sindaco Veltroni fa il conto delle rinunce che toccheranno a Roma se questa
Finanziaria diventerà legge: "Il colpo che verrà inferto ai servizi fondamentali
per i cittadini non sarà sopportabile. Questa manovra mette a repentaglio la coesione
sociale e civile di questo Paese". Un taglio, per il comune di Roma, di 312 milioni
di euro sulla spesa corrente, quasi il 30 per cento del bilancio complessivo.
In una conferenza stampa che si è tenuta alla sede dell'Anci, l'associazione dei
comuni italiani, il primo cittadino della Capitale ha spiegato che se il governo
non farà marcia indietro l'amministrazione sarà costretta a spegnere 20 mila lampioni
sui 150 mila esistenti a Roma partendo da questa cifra curiosa per dare il via
a un elenco lunghissimo di tagli. Ad esempio la riduzione del servizio per il
trasporto pubblico con la soppressione di 47 linee di autobus (su un totale di
340), con prevalenza in periferia; la chiusura anticipata, alle 20,30 delle linee
A e B della metro; la riduzione del parco mezzi di circa 200 unità e la messa
in mobilità di quasi mille lavoratori. A tutto questo si aggiungerebbe un taglio
del 30 per cento alle spese per la cultura, con la chiusura di 12 biblioteche
su 35, la chiusura delle Case del cinema e del jazz, la riduzione delle attività
espositive delle Scuderie del Quirinale di 100 giorni, la riduzione di 210 eventi
dell'Auditorium Parco della Musica con 200 mila spettatori in meno. Ridimensionamento
delle attività culturali che avrebbe conseguenze sui dipendenti comunali: la chiusura
dei musei il pomeriggio porterebbe al licenziamento di 150 persone e all'annullamento
degli impegni presi per realizzare le attività espositive, l'azzeramento della
manutenzione e della pulizia delle aree archeologiche e dell'intero patrimonio
artistico e monumentale della città con il licenziamento di almeno 80 persone.
Infine Veltroni ha parlato dell'azzeramento della manutenzione del verde per 400
ettari, la mancata potatura di 6 mila alberi e la conseguente perdita di lavoro
per 300 persone. Sul fronte della scuola, il Comune sarà costretto, secondo il
primo cittadino, a togliere i buoni libro a 44 mila bambini delle elementari e
12 mila delle medie, eliminare 20 mila borse di studio, ridurre gli interventi
di sostegno per 6 mila bambini diversamente abili, sopprimere il trasporto scolastico
per 3.600 bambini normodotati e 340 diversamente abili e togliere il servizio
mensa a 3400 bambini. Oltre ai problemi di sostenibilità sociale, una manovra
di questo tipo, ha fatto osservare l'amministrazione capitolina, comporta una
"insostenibilità giuridica, perché la maggior parte dei servizi pubblici infatti
sono incardinati in contratti di servizio sottoscritti che è impossibile cambiare".
A tutto questo vanno aggiunti gli impatti negativi sullo sviluppo economico e
sociale della città: da una prima stima sono circa 16 mila i posti di lavoro che
verrebbero messi a rischio. In seguito, il sindaco di Roma ha rivendicato il contributo
della città all'erario dello Stato: "Grazie ai dati del turismo a Roma lo Stato
ha guadagnato in Iva circa 100 milioni di euro. Non ho bisogno di dire a quegli
sventurati che ogni tanto vanno in tv ad accusare i comuni che fanno iniziative
culturali che dovrebbero inviarci mazzi di fiori. Invece di dire delle fesserie
in tv, bisognerebbe almeno riconoscere questo. E' grazie a queste iniziative,
in un Paese in crisi dal punto di vista del turismo, che non solo si migliora
la qualità della vita dei cittadini, ma c'è un ritorno importante di carattere
finanziario".
(la Repubblica, 29 settembre 2005)