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roccasecca, 28 febbraio 2005
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Guerra, affari e struzzi

Il comunicato appresso riportato, pubblicato oggi dal sito del PdCI, www.comunisti-italiani.it, è dedicato a quanti continuano a infilare la loro vuota testa sotto la sabbia, e a pensare che l'Italia non sia coinvolta in una sporca guerra, ma sia tutt'al più impegnata in una missione di pace da qualche parte del mondo. Comincia ad essere più chiara la nostra responsabilità come attori di guerra? E' più chiaro, ora, che siamo esposti al fuoco fondamentalista e non, a causa della nostra politica estera? Si pensa ancora che in questo modo di serva il diritto e la democrazia, la diplomazia e la pace, e non invece l'imperialismo?
Sarebbe ora che molti riconoscessero i propri errori, e si ritrovasse la dignità politica di chiamare le cose col proprio nome: un bombardamento è un bombardamento, un'occupazione è un'occupazione, una strage è una strage, e non saranno mai strumento di costruzione di un mondo migliore.


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Giovanni Morsillo


IRAQ
PAGLIARULO: CHI HA DECISO CHE L'AEROPORTO DI RIMINI SIA SCALO DEI MARINES IN TRANSITO PER L'AREA DI GUERRA?
Ufficio stampa
Roma, 25 febbraio 2005


Sono state avviate trattative con la compagnia aerea privata statunitense "World Air Ways" per utilizzare l'aeroporto di Rimini come scalo per i voli diretti nel Golfo Persico e nelle zone di guerra in Iraq con personale militare, cioè i marines, e paramilitare a bordo, e forse con tecnologia bellica nella stiva. Cosa c'entra la pacifica città adriatica con le imprese di guerra dei militari Usa? Chi ha deciso questa impresa sbagliata e inopportuna? Il Cda della società che controlla l'aeroporto? Il governo? O chi altri?
La trattativa va interrotta. Rimini deve rimanere estranea al mattatoio iracheno. Su questo ho inoltrato un'interrogazione urgente in Senato.


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