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roccasecca, 4 agosto 2005
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Migranti e votanti

Il Consiglio dei Ministri, di cui fa degnamente parte Calderoli, ha bocciato in via "straordinaria" il provvedimento del Consiglio Comunale di Genova che concedeva agli immigrati residenti da oltre dieci anni e con regolare permesso di soggiorno il diritto di voto alle elezioni amministrative comunali e circoscrizionali.
Calderoli, che anche se a prima vista non sembra, è ministro della Repubblica Italiana, ha detto che il provvedimento del Governo dà uno schiaffo a quelli che pensano che i terroristi sono "compagni che sbagliano".
Chi ci capisce è bravo! Nella delibera del Consiglio Comunale della Superba non si fa cenno al voto ai terroristi, né ci risulta che qualcuno sano di mente (questo escluderebbe Calderoli, ma tanto lui sta dall'altra parte) abbia mai non diciamo affermato, ma neppure sussurrato che i terroristi possano essere definiti compagni, a prescindere dagli errori che ciascuno può compiere (guardate i genitori di Calderoli, per esempio). Insomma, i federalisti (sostantivo generato dall'evidente sincope di altri due: Federali e Leghisti) reclamano autonomia per gli Enti locali quando si tratta di proporre il "tiro al migrante" (Gentilini) o quando si riscrivono i cartelli stradali in dialetto, ma diventano improvvisamente centralisti e monolitici (nel senso del modus pensandi) quando le amministrazioni civili cercano di estendere i diritti e favorire l'integrazione, magari anche per far calare le tensioni e prevenire comportamenti disperati. Calderoli, il Ministrone al verde, ha la fissa degli schiaffi, e si inebria tutto ogni volta che vede una gazzarra. Il suo stile di governo è coerentemente improntato alla baruffa, che non esita a portare anche nelle sedi istituzionali insieme a quelle perle di tolleranza che sono i suoi sodali, da Borghezio a Bossi, purché il bersaglio siano i "compagni". Anche il "compagno" Ciampi ha avuto il suo benservito da questi campioni del machismo verde, così impara a fare il Presidente della Repubblica ladrona!
Peccato però che a volte gli sfuggano gli elementi di base per comprendere il contesto; ed eccolo quindi tuonare contro i terroristi mentre valuta un provvedimento istituzionale che parla di partecipazione democratica, o parlare di compagni riferendosi non si sa a quali compagnie. Abbiamo più volte, da questa rubrica, cercato di sollecitare un aiuto concreto e convinto per il povero disorientato, ma vediamo che, se tentativi ci sono stati, tutto è stato vano.
Ci rammarichiamo davvero di essere costretti a osservare un poveretto, per quanto figlio dei Celti, preda di un così grave stato confusionale, oltretutto a quanto pare inguaribile. Almeno qualcuno cerchi di alleviarne le sofferenze, e soprattutto non lo si faccia uscire con questo caldo, che quel poco di sistema neurovegetativo che svolge almeno le pur ridotte funzioni fisiologiche, rischia sul serio di andare completamente in pappa.
Ed è inutile sperare che in questo modo almeno lo sostituirebbero dalla carica ministeriale.
Con questo Governo, pare che il disorientamento sia uno dei requisiti fondamentali per assurgere alle massime cariche istituzionali. Speriamo che cambi al più presto.
Fraterni saluti, compagni.

Giovanni Morsillo



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