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roccasecca, 14 luglio 2005
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Aggiornate il vostro distratto contamorti.

Ci sono nuovi bambini da computare nell'orrendo avvilupparsi di questo modello canceroso di mondo. Ci sono nuovi piccoli corpi che non si potranno nemmeno ricomporre, che sono morti fra una caramella e del tritolo, simboli di un tentativo di mistificare la guerra. Non c'è pietà, in guerra, e non da oggi. La vergogna di queste stragi, che pesano sulla coscienza di chiunque sappia cos'è un figlio, svelano prepotentemente l'imbroglio dei saltimbanchi del lessico, che studiano di notte nuove formule retoriche per giustificare la guerra, che diventa di volta in volta giusta, necessaria, democratica, fino all'insulto più ignobile: umanitaria. I piccoli morti dilaniati dall'esplosivo criminale del kamikaze probabilmente non sapevano cosa sia, né dove sia Londra, né sapevano che qualcuno ha straziato in loro nome uomini e donne a Madrid. Chiedete a qualcuno che conoscete dove si trovi l'Iraq sulla carta geografica, con quali Paesi confini, quanto disti dai confini di quella grande mistificazione che è oggi l'Europa, quanti abitanti abbia. Dopo anni di ragionamenti, di certezze sulle colpe e le origini dei mali di quel posto, nessuno o quasi sa nulla. A che serve sapere? Cos'è la critica consapevole? Ci basta e avanza il lavacro offerto alle nostre coscienze dalla propaganda, che non esitiamo a chiamare informazione, quella propaganda che ci dà ricette, analisi, notizie già selezionate e pronte per essere consumate. Quattro salti nella padella della convinzione precotta, apri la busta televisiva e mangia. E' buono, si digerisce facilmente, non ingrassa e non fatichi a cucinare. Fidati del mercato, che pensa a tutto. Proprio a tutto. Anche a rimuovere gli ostacoli al suo procedere, nel tuo interesse di consumatore, con qualunque mezzo. Mica siamo noi, che facciamo la guerra: sono loro che si difendono. Se quei sottosviluppati si fossero arresi, avessero capito che il colonialismo è buono, fa qualche strada, l'ospedale e anche qualche scuola (controllata, ma è il minimo, che diamine!) nessuno gli avrebbe sparato. Anzi, avremmo consentito loro di eleggere un governo che non dovevano neanche sforzarsi di costruire, di scegliere, di decidere: glielo davamo già noi. Precotto o in scatola di montaggio. Chissà se i fratelli di quei bambini, se riusciranno a crescere, penseranno tutto questo. Chissà se ripudieranno la guerra come una volta faceva l'Italia, o se invece accetteranno la lezione della loro esperienza di vita, e da rozzi e superficiali sottosviluppati vedranno solo la guerra e la vendetta nei loro ristretti orizzonti. Chissà se a qualcuno viene in mente che i morti di Londra e di Madrid sono fratelli di quei piccoli insignificanti extracomunitari. Chissà se un giorno la verità potrà prevalere sulla propaganda, così che giustizia non vorrà più dire debolezza, pace non vorrà dire cedimento, resistenza non vorrà dire terrorismo. La condanna., l'esecrazione, la disperazione stessa di fronte ad attentati ignobili come quello di ieri a Baghdad sono solo una delle mille facce della guerra: stupri, sequestri, vendette personali, commerci di tutti i tipi, umiliazioni, torture, smarrimento di qualsiasi regola sono fatti quotidiani. Ma la guerra sta cambiando anche noi, anche i luoghi ed i paesi dove non si combatte sul campo, si stanno abituando ad un uso confidenziale con la violenza. Dai videogames alla moda, dal cinema al linguaggio ai comportamenti più banali stanno diventando un enorme conformistico abituarsi alla legge del più forte, alla prepotenza, alla sopraffazione. Tre secoli di illuminismo persi per qualche miliardo di dollari.

Aggiornate il vostro bodycounter. Ma sbrigatevi, perché il mercato punisce chi resta indietro.

Fraterni saluti.



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