|
|
temi
di discussione |
la storia continua.... ...iscriviti al P.d.C.I. |
| roccasecca, | 8 luglio 2005 |
Ricevo
e rigiro, un report che alcuni volontari del Presidio di pace di Nablus stanno
scrivendo sui recenti avvenimenti in quella città.
mrc
Nablus, 8 Luglio
Nell’ultima
settimana la tensione a Nablus e’ tornata a salire. Dopo l’invasione della settimana
scorsa, l’idea di una prossima e massiccia invasione e’ ormai sempre piu’ diffusa
tra le persone . Mercoledi’ notte, l’ultimo episodio. Premetto che questa versione
deriva dalle informazioni derivanti da alcuni volontari del Medical Relief (coloro
che hanno assistito agli scontri), quindi non dagli organi ufficiali che invece
hanno rilasciato dichiarazioni pressoché incomplete ed errate (media italiani
compresi). Mercoledi’, intorno a mezzanotte un gruppo di coloni ha cercato di
recarsi alla Tomba di Giuseppe per pregare. Questa si trova a pochi metri da
uno dei piu’ grandi campi profughi della West Bank, Balata, una baraccopoli
diventata ormai una citta’ di 40.000 persone che attendono dal 1948 di tornare
alle case da cui erano state cacciate e soggette da allora alla repressione
piu’ dura. Solitamente questo tipo di provocazione avviene di giorno e in corrispondenza
di particolari festivita’ ebraiche. Questa volta invece niente di tutto cio’.
Come sempre accade in queste occasioni, prima dell’arrivo dei coloni, l’esercito
ha circondato l’area: prima posizionando i cecchini sugli edifici intorno, poi
servendosi di piccoli carri armati e jeep. Al primo lancio di pietre di alcuni
ragazzi uno di questi, di soli diciassette anni, e’ stato colpito alla testa
dai militari israeliani. Appena uno dei volontari del Medical Relief ha raggiunto
il corpo e ha cercato di trasportarlo all’ambulanza, i soldati lo hanno fermato
e alla sua richiesta di avere almeno rispetto di un corpo ormai praticamente
senza vita si sono fatti una risata, prendendosi con tranquillita’ tutto il
tempo necessario per accertarsi che il ragazzo fosse morto prima di lasciarlo
passare. L’operazione e’ continuata durante tutta la notte, riuscendo a colpire
altri due ragazzi: uno allo stomaco, sopravvissuto e l’altro invece colpito
al cuore e deceduto all’istante. Contrariamente a (come sempre) dicono i nostri
media italiani, anche loro due erano disarmati, due sentinelle che cercavano
di avvisare i combattenti. Il bilancio: due morti e un ferito, tutti disarmati
, ma soprattutto nessuno dei combattenti armati colpito nemmeno di striscio.
La frustrazione che deriva da queste “operazioni militari” sembra un buon modo
per aumentare il numero di persone in armi da poter prontamente poi sfruttare
in futuro come pretesto per nuovi massacri in nome della sicurezza e democrazia
in Medio Oriente. Non per aggiungere orrore all’orrore ma credo ancora rilevante
notare un altro dettaglio di quella che sembra essere la logica della benzina
sul fuoco. Durante il funerale di uno dei due ragazzi uccisi, soldati israeliani
hanno occupato per alcune ore una casa all’interno del campo, accanto al cimitero.
Sembra quasi un miracolo che questa provocazione non abbia causato un altro
spargimento di sangue. Altre fonti ufficiali inoltre ci informano di un importante
cambio di vertice: a coordinare ora le operazioni su Nablus c’e’ un nuovo capitano
che arriva da Gaza, portandosi da li’ i metodi e la logica sanguinaria che tutti
conosciamo. Alcuni abitanti di uno dei tre campi profughi all’interno di Nablus
hanno riferito di un’incursione notturna dell’esercito israeliano di occupazione
circa cinque giorni fa, messa in atto al solo scopo di permettere al summenzionato
capitano di “presentarsi” alla popolazione parlando attraverso l’altoparlante.
Nablus ormai rimane forse l’unico luogo, oltre a Gaza, dove rimanga ancora una
parvenza di resistenza armata (ancorche’ sostanzialmente decorativa, come ci
sembra). Si ritiene che, con questo pretesto, vi siano tutte le intenzioni da
parte del governo israeliano di tornare ad occuparla, questa volta in via definitiva.
Secondo l’opinione di alcuni dei nostri amici ed interlocutori palestinesi,
l’idea parrebbe quella di ripetere qui quello che gia’ e’ accaduto a Gerusalemme
e Hebron, cioe’ insediare stabilmente i coloni nel cuore della citta’. Il risultato
gia’ lo conosciamo: chiusura dei negozi della citta’ vecchia; attacchi continui
alla popolazione palestinese da parte di questi fanatici armati; sviluppo di
nuovi insediamenti come metastasi;…….. Pian piano arriveranno a fare della citta’
una citta’ morta e a persuadere i palestinesi a lasciare le proprie case per
andarsene altrove. Difficile poi non collegare l’escalation di violenza militare,
qui come a Betlemme (dove una manifestazione di bambini del campo profughi di
Aida e’ stata attaccata dall’esercito facendo 12 feriti), come a Hebron, come
in tutto il West Bank, al cosiddetto piano di ritiro da Gaza. Incendiare i Territori
Palestinesi Occupati mentre si mostra al mondo la volonta’ di pace sgomberando
una striscia di sabbia, dolore e disperazione.
Il processo di pace.
Sobrin &
Ruby