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| roccasecca, | 28 febbraio 2005 |
Riceviamo
e inoltriamo il comunicato del Comitato con la Palestina nel cuore, sia per informare
tutti sulle posizioni espresse dal Comitato, sia per invitare ciascuno ad esprimere
le proprie valutazioni sulla contestazione all'Ambasciatore israeliano Ehud Gol
avvenuta all'Università di Firenze.
Per parte nostra, siamo convinti che ciascuno abbia il diritto di esprimere le
proprie posizioni politiche, ma altrettanto forte è il nostro convincimento
che non spetti al rappresentante di un governo che pratica l'apartheid dare lezioni
di alcun tipo nell'Università italiana. Che Sharon ed i suoi sodali attuino
le loro nefandezze con l'appoggio attivo degli Stati Uniti e di pezzi importanti
dell'Unione Europea, tra cui il governo italiano, non sposta di un millimetro
la loro responsabilità.
Non ci meraviglia la reazione finto-garantista del governo italiano, coerente
con la linea di sudditanza a Bush e a Sharon consolidata con le visite di Berlusconi
e Fini in Israele, né quella opportunista dei vertici Ds di Firenze e della
Toscana. Ci disgusta, invece, la posizione di pezzi importanti della sinistra
sedicente "radicale" che non perde occasione per verniciarsi con un
pesante maquillage perbenista. Costoro non perdono occasione (Afghanistan, Iraq,
rapimenti vari, ecc.) per dimostrare il loro cedimento alle logiche del consenso
disinformato, e approfittano ogni volta per correre in aiuto dei vincitori e conquistarsi
così la benevolenza della stampa di potere.
Certo, è dura sostenere un diplomatico che ha avuto la sfrontatezza, anche
in barba a tutte le regole del protocollo (ma cosa volete che sia il diritto per
chi pratica la segregazione razziale e gli omicidi mirati e non?), di promuovere
e gestire campagne di insulti e denigrazione nei confronti di parlamentari della
Repubblica che lo ospita. Tuttavia, questi benpensanti col salvagente fidano sulla
memoria corta della gente, che ha ben altro da pensare che ricordarsi i comportamenti
offensivi di un diplomatico semisconosciuto.
Noi, siamo e restiamo con la Palestina, e con tutti coloro che soffrono l'oppressione
di dittatori e di invasori di qualsiasi specie. Non per ragioni romantiche, ma
per la preoccupazione di essere a nostra volta sempre ben inquadrati nel mirino
dei signori della guerra, che non esiterebbero a trattarci allo stesso modo se
diventassimo incompatibili con i loro disegni di egemonia.
Fraterni saluti.
Giovanni Morsillo
A tutti i compagni: il Comitato "Palestina nel cuore" vi invita a
inviare ai giornali (rubrica delle lettere o altro) messaggi di solidarietà
agli studenti di Firenze che hanno contestato l'ambasciatore israeliano Ehud
Gol. Contro gli studenti si è scatenata la solita campagna mediatica
di diffamazione e insulti. Contribuiamo a far sentire la nostra e la loro voce!
Qui di seguito il comunicato stampa del nostro comitato.
Ci uniamo alla protesta degli studenti contro Ehud Gol, ambasciatore dello stato di Israele, che avrebbe dovuto tenere una lezione sulle “prospettive di pace in Medio Oriente” alla facoltà di giurisprudenza di Firenze. La contestazione degli studenti fiorentini è la stessa che legittimamente molti cittadini italiani rivolgono ad Israele e che si sintetizza in poche parole: terra, pace e libertà per la Palestina.
La protesta degli studenti ha punto sul vivo l’ambasciatore israeliano, che, anziché rispondere, ha preferito indossare i panni della vittima accusando gli studenti di essere foraggiati e istigati da oscuri finanziatori arabi. E’ scandaloso come accuse talmente grossolane abbiano dato il via alla solita campagna di linciaggio a mezzo stampa contro gli studenti fiorentini.
Una regola non scritta prevede che Israele non si possa criticare, nonostante i 3600 palestinesi, e più, assassinati nel volgere di due anni, il mancato rispetto delle risoluzioni ONU, la sistematica violazione dei diritti umani; e l’elenco potrebbe continuare ancora per molto. Chi critica Israele è immediatamente accusato di essere antisemita, terrorista e via di questo passo. Ci ricordiamo per esempio di Gol che ingiuriava il segretario del PdCI all’indomani della comparsa di un manifesto che raffigurava Diliberto a fianco del Presidente Arafat; come dimenticare poi gli insulti rivolti dall’ambasciatore israeliano contro le manifestazioni di solidarietà al popolo palestinese e per la fine dell’aggressione all’Iraq?
Lo scopo di tanto rissoso bailamme è quello di fare pressione sui media e condizionare la politica italiana. Per questo la protesta degli studenti è anche una battaglia di verità, per il diritto di informazione e contro le ingerenze nella politica estera italiana, e come tale la sosteniamo .
Se mister Gol con le sue esternazioni rappresenta “il nuovo corso israeliano”, siamo ancora più preoccupati per il futuro della Palestina…La strada per la democrazia in Israele è molto lunga e al momento è intralciata dalla politica dell’apartheid, ben rappresentata dal muro della vergogna che strangola la Palestina. C’è bisogno, in questo momento, che Israele senta una pressione forte verso un giusto accordo di pace, un accordo che riconosca ai palestinesi il diritto alla costituzione dello stato palestinese autonomo e sovrano sui confini del 1967.
Sia la firma del trattato di cooperazione economica e militare tra Italia ed Israele, sia i prematuri giudizi positivi che i media e la politica italiana, compreso Bertinotti, danno di Sharon e del suo governo, non vanno in questo senso.
Agli studenti di Firenze rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno: la loro battaglia è anche la nostra .
Comitato “Con la Palestina nel cuore” - Roma