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| roccasecca, | 28 giugno 2005 |
Il
15 Agosto il Presidente del Venezuela Hugo Chavez sarà a Roma.
Prepariamo una
degna accoglienza ad uno dei capi di Stato più impegnati nella costruzione di
una nuova via di indipendenza per l'America Latina. L'affrancamento del subcontinente
dall'imperialismo che ha segnato pagine orribili e procurato lutti e tragedie
immani ai suoi popoli oggi sta diventando speranza concreta. Governi di paesi
importantissimi, come il Brasile, l'Argentina, il Venezuela, Cuba, l'Uruguay
ed altri, stanno realizzando insieme un nuovo capitolo della loro storia di
lotta anticoloniale ed antimperialista, nel solco degli insegnamenti di Simon
Bolivar, di Josè Martì, fino a Salvador Allende e Ernesto Che Guevara. Tutti
i martiri della repressione fascista, tutti i torturati, i giovani studenti
massacrati, le mamme e le nonne di Plaza de Mayo, gli Indios di tutto il subcontinente,
i figli degli schiavi e dei popoli sterminati dalla conquista coloniale europea
e dalla feroce dittatura di Nixon possono ora concretamente essere onorati dalla
consacrazione di quella libertà, di quella autonomia, di quella indipendenza
per cui sono morti, senza chiedere alcuna medaglia. Abbiamo il dovere di far
sentire la nostra voce solidale di combattenti per la libertà ai nostri fratelli
Sudamericani, perché sappiano che non esiste soltanto l'Europa delle banche
e di Aznar, Berlusconi e Blair, ma anche quella dei lavoratori, di uomini e
donne che vogliono scambiare con quei fratelli la propria forza solidale. Vorremmo
che il Presidente Chavez tornasse in Venezuela guardando con simpatia i nostri
connazionali che lì si sono stabiliti dopo esservi emigrati, vorremmo che pensasse
che in Italia troveranno sempre compagni solidali tutti coloro che lottano contro
il potere imperialista delle multinazionali e del terrore. Accogliamolo ribadendo
il nostro appoggio alle richieste di estradizione del fascista e mafioso Posada
Carriles, terrorista protetto dalla Casa Bianca che ne impedisce la comparizione
davanti ad un tribunale per i suoi crimini solo perché ha esercitato quell'immondo
mestiere al soldo della CIA.
Queste occasioni offrono la possibilità al nostro
popolo di riscattare, almeno in parte, le vergogne di cui lo ha ricoperto questo
governo, che ha sostituito la politica estera con la sudditanza agli interessi
economico-strategici della classe dominante nordamericana. Facciamo in modo,
con una grande mobilitazione, festosa e pacifica, solidale e determinata, che
sia chiaro a tutti che l'Italia, il Venezuela e tutti i Paesi liberi non diventeranno
stelle da aggiungere alla bandiera di Bush.
Fraterni saluti.