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  PARLIAMO DI . . .

Pur confermando le posizioni fortemente critiche nei confronti delle politiche perseguite dai passati Governi di centro sinistra, va dato atto che questi hanno gestito la cosa pubblica in un accettabile clima di pace sociale: è vero che i politici in quanto veicolo delle istanze che rappresentano sono funzionali a quella o quell'altra parte sociale, ma è altrettanto vero che chi "governa" ha il dovere di mediare le posizioni estreme, le richieste esasperate, per ricercare nelle decisioni il più ampio consenso e per fare in modo che non vengano mai meno i presupposti dell'equilibrio sociale, che discendono dalla discussione democratica e dal confronto dialettico.

Non siamo avvezzi a fare previsioni sulle mosse dell'avversario ma possiamo invece, con cognizione di causa, richiamare l'attenzione dei cittadini su quali siano gli ambiti stravolti da questo governo e su ciò che, di conseguenza, sta succedendo nel Paese; per dire ad alta voce che le nostre analisi, alla vigilia del voto, nei confronti di questa destra restauratrice e reazionaria, non sono state ancora smentite nei fatti, e per manifestare la nostra convinzione che tutte le forze di sinistra e democratiche devono farsi carico di un progetto credibile alternativo al "contratto con gli italiani" demagogicamente proposto dal "cavaliere".

In ossequio al proverbio "divide et impera" (separa e comanda) tutti gli atti di questo governo hanno avuto finora, sin dal 13 maggio 2001, l'effetto di spaccare la società e di seminare ed alimentare reciproci risentimenti fra le parti.

Le istituzioni, l'ordinamento giuridico, le conquiste sociali realizzate con enormi sacrifici dai lavoratori, dalle donne, dalle famiglie, sono le piattaforme su cui devono muoversi i Governi: IL CAVALIERE LE STA DEMOLENDO SISTEMATICAMENTE MERCIFICANDO TUTTO CIÒ CHE PUÒ FARE MERCATO, DALLA SCUOLA ALLA SANITÀ, DALLA RICERCA ALLA PROCREAZIONE, ECC.

MA LA DIVISIONE DOV'È?

Vale la pena ricordare che quel "grand'uomo" che fu LICIO GELLI nel suo delirio nel redigere il cosiddetto "Piano di Rinascita Democratica" della P2 (di cui il cavaliere era un prestigioso quanto distratto tesserato) prevedeva testualmente e diffusamente in quel documento: