Comunicato
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10
- 16 aprile 2005 |
10-16 aprile 2005 - Settimana mondiale di mobilitazione sul commercio internazionale
Il libero commercio non funziona. Ma ora non se ne accorgono soltanto le ong, i movimenti, le organizzazioni della società civile e del commercio equo e solidale che da molti anni si battono per cambiare le regole del commercio internazionale nel rispetto dei diritti umani, del lavoro e della sovranità alimentare in tutto il mondo. I dazi, misura da più parte invocata per proteggere i nostri distretti produttivi sono, di fatto, inapplicabili per le stesse regole della Wto.
Sino a poco tempo fa erano solo i Paesi del sud del mondo a maledire questa sorta di "campo di calcio" in cui tutte le imprese mondiali dovrebbero agire garantite dalle stesse regole, ma in cui i piccoli produttori rimangono in panchina, o vengono espulsi dal campo, e i Paesi politicamente più potenti con le loro imprese spostano addirittura le porte per impedire di farsi fare gol. In tutto il mondo, dal 10 al 16 aprile prossimi oltre 10 milioni di persone e migliaia di organizzazioni in 70 Paesi del mondo si sono mobilitati per dire:
SI al diritto di ognuno al cibo, all'acqua, alla salute, ad una vita dignitosa ed all'istruzione! NO all'imposizione di accordi commerciali ingiusti, liberalizzazioni e privatizzazioni indiscriminate!
Tradewatch www.tradewatch.it, Osservatorio italiano sul commercio internazionale promosso da Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Centro Internazionale Crocevia, Gruppo di Appoggio al Movimento Contadino Africano, Mani Tese, ReteLilliput e l'organizzazione di commercio equo ROBA dell'Altro Mondo, contact point nazionale della settimana, annuncia che in tutta Italia si svolgeranno eventi, incontri, azioni dirette nonviolente e di pressione per tutti i 7 giorni di aprile.
Insieme possiamo cambiare le regole del commercio internazionale!
IL CALENDARIO DEI PRIMI APPUNTAMENTI
In edicola con Carta il 7 aprile il nuovo volume "Un mondo di prodotti non ha diritti: questa volte decido io... che fine fa la Wto" a cura di Tradewatch, in collaborazione con Carta e Fondazione Banca Etica
9-10 aprile,
Firenze - Terra Futura: lancio nazionale (con sorpresa) delle attività
italiane per la Global Week of Action 12-13 aprile, Strasburgo - Parlamento
Europeo: "Un mondo di prodotti non ha
diritti: questa settimana scelgo io!", mostra-evento permanente delle Campagne
europee con seminario per i parlamentari e degustazione dei prodotti equosolidali
14 aprile, Bruxelles - Commissione Europea: "Processione funebre"
, commemoriamo le comunità locali uccise dal libero commercio promosso
dall'UE
15 aprile, Londra: "Svegliamo il Governo": veglia di protesta a lume di candela a Downing street
e poi eventi, incontri, spettacoli, banchetti per tutta la settimana a Ancona, Arezzo, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Lecco, Napoli, Orvieto, Pescara, Pisa, Roma, Rovereto, Pordenone, San Gimignano, Terni ma anche Australia, Austria, Bangladesh, Bolivia, Brasile, Brussels, Canada, Congo, Costa Rica, Cuba, Danimarca, Filippine, Finlandia, Francia, Gambia, Germania, Ghana, Honduras, Irlanda, India, Kenya, Libano, Lesotho, Messico, Mozambico, Nigeria, Norvegia, Olanda, Senegal, Sierra Leone, Sud Africa, Strasburgo, Svizzera, USA, Zambia, Zimbabwe... e proprio vicino a te... http://april2005.org/media/events/index.html
Alcuni materiali
della Settimana italiana: http://mondo.roba.coop/GWASupporti.htm
Per ordinare i materiali prodotti da Tradewatch scrivere a: supporti@roba.coop
Speciale sul Wto curato da Tradewatch sul numero di Aprile 2005 di Guerre &
Pace. La rivista può essere richiesta scrivendo a guerrepace@mclink.it
o telefonando allo 02/89422081, per info Luca martinelli@manitese.it.
COLLABORANO ALLE PRIME INIZIATIVE: Aiab, Amici della Strada, Amis, Amnesty international, Antenna Italiana AEFJN, Arci, Attac Firenze, Altracittà-giornale della periferiaBeati i costruttori di pace, Botteghe del Mondo, Bottega del Mondo "Chicco di Senape" Pisa, Bottega del Mondo di Marina di Pisa "Emporio Equo e Solidale", Bilanci di Giustizia, Campagna Riforma Banca Mondiale, Centro Diocesano Missionario di Pisa, Centro Gandhi, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Cerchio Aperto, Chiodofisso, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", Circolo Legambiente di Pisa, Colletivo degli studenti di Agraria dell'universita' di Pisa, Commissione Giustizia e Pace della CIMI, Comune di San Gimignano, Comune di Orvieto, Comunità di base Isolotto, Coop. Mondo Equo, Coop. Sociale O' Pappece, Crocevia, Emmaus Italia, Gruppo di Acquisto Solidale di Pisa, Ctm Altromercato, Gas di Bevera, Foro Contadino Pisa, Gas La Sporta, Gruppo Ambiente e Partecipazione-Oggiono, Gruppo di appoggio al movimento contadino africano, Gruppo di appoggio italiano al movimento dei Sem Terra, Gruppo Jagerstatter per la Nonviolenza, Icea, Italia Nicaragua, Karibuny, Legambiente, Mir Sada, Mani Tese, Movimento Consumatori Lecco, Pax Christi, Piano Terra-Orvieto, Raphael, Rete Fede e Guistizia Africa-Europa (una Rete di 44 Congregazioni religiose che operano in Africa e in Europa), Rete Lilliput, Rete Radiè Resch, Roba dell'Altro Mondo, Sinistra Per, Un'altracittà/Unaltromondo, Unimondo, Villaggio dei Popoli, WWF Pisa, e molti altri ancora
QUALCHE ESEMPIO
DI CHE COSA SUCCEDERA' NEL MONDO
In Congo si raccolgono firme e si organizzano concerti, in Ghana si spediscono
polli in Parlamento per protestare contro il dumping, in Kenya si gioca una
partita di pallone con regole ingiuste, sbagliate quanto le regole della Wto,
in Senegal sono state organizzate azioni simboliche contro la privatizzazione
dei servizi essenziali, mentre in Zambia e in Zimbabwe sono le chiese ad attivarsi
con celebrazioni ecumeniche.
Negli Stati Uniti gli agricoltori mettono in campo una campagna di pressione contro il crollo dei prezzi delle materie prime agricole, in Brasile va avanti una campagna di cartoline per un commercio giusto, in Bolivia il teatro scende in strada e in Honduras i movimenti delle donne riflettono sull'impatto del neoliberalismo su se stesse. In India la società civile si mette in cammino promuovendo in tutto il Paese marce per un'economia di giustizia, nello stile della Marcia del Sale promossa da Gandhi, in Bangladesh tutti in piazza, nelle Filippine si fa spazio un appello per la sovranità alimentare e nei Paesi colpiti dallo Tsunami come lo Sri Lanka le organizzazioni sindacali e di base rilanciano un invito all'azione perché, dopo il clamore dei giorni più tragici, non si utilizzi la ricostruzione come alibi perché le imprese europee (e non solo) impiantino fabbriche, aree turistiche e infrastrutture insostenibili in quelle stesse zone martoriate, ignorando le richieste delle popolazioni locali.
DAZI: FACCIAMO CHIAREZZA!
Dalle colonne del New York Times e dell'Herals Tribune noti economisti sostenitori
del libero mercato, dal senatore Charles Schumer fino a Paul Craig Roberts,
membro dell'amministrazione Reagan, hanno sconfessato l'abusata formula per
cui il "free trade" sarebbe un gioco di tipo "win-win",
dove tutti vincono e nessuno perde, ammettendo che "alcuni Paesi vincono
ed altri perdono", proprio quello che negli ultimi anni hanno sostenuto
i tre quarti del pianeta.
In Italia
purtroppo la discussione appare miope e limitata alla battaglia sui dazi, spesso
in una confusione totale di cosa sia un dazio, cosa sia il blocco conseguente
a una misura di salvaguardia e quale la differenza si un aumento tariffario
definito in seguito ad un procedimento antidumping. L'aumento unilaterale di
un dazio sull'importazione di una merce dall'estero è in totale contraddizione
con le clausole della WTO, potrebbe essere presa da un Paese ricco solo sapendo
che si tratterà di una misura temporanea perché l'immediata reazione
dei Paesi concorrenti lo obbligherà a far marcia indietro, come è
accaduto agli USA sull'acciaio. Si tratta di una operazione più di politica
interna (accontentare momentaneamente forti pressioni
domestiche) che di politica commerciale.
UNA LETTERA
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Tradewatch www.tradewatch.it,
Osservatorio italiano sul commercio internazionale promosso da Campagna per
la Riforma della Banca Mondiale, Centro Internazionale Crocevia, Gruppo di Appoggio
al Movimento Contadino Africano, Mani Tese, ReteLilliput e l'organizzazione
di commercio equo ROBA dell'Altro Mondo, chiede a tutti i cittadini italiani
di scrivere al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato,
ai sindacati e ai principali protagonisti per chiedere ragione delle politiche
commerciali italiane ed europee, che ignorano i cambiamenti sullo scenario:
"Tutti, incluso il Presidente della Repubblica - denunciano le organizzazioni
di Tradewatch in una lettera aperta - ripongono nella questione del libero commercio
"senza se e senza ma" una cieca fiducia, senza però dare una
risposta al perché, dopo dieci anni di un nuove regole internazionali
definite e sorvegliate dall'Organizzazione mondiale del commercio, il libero
commercio non funzioni e non riesca a soddisfare le tante promesse sbandierate.
Pensiamo sia inutile oggi accanirsi contro i paesi emergenti nell'economia globale,
quali la Cina e l'India, che hanno il diritto di affacciarsi sulla scena mondiale
e partecipare al dibattito su quali regole fissare per gli scambi commerciali;
ma nonostante ciò crediamo che ci siano diritti fondamentali universali
che debbano valere per tutti e che non spetti alle istituzioni economiche il
compito di ridefinirli. Al contrario, di fronte ad una crisi evidente del fondamentalismo
neoliberista, sarebbe necessario affrontare con serietà i problemi strutturali
dell' economia internazionale e non nascondersi dietro rivendicazioni di parte".
Dobbiamo studiare insieme autentici compromessi globali, che rispettino gli interessi di tutti e siano sostenibili nel lungo periodo.
Il testo integrale della lettera http://mondo.roba.coop/GWASupporti.htm
UNA PROPOSTA CONCRETA PER L'ITALIA?
Rilanciamo "Acquisti Trasparenti", una campagna, nata nel 1997 sull'etichettatura
dei prodotti, che è quasi arrivata a far approvare una legge che favorisca
il rispetto dei diritti dei lavoratori all'estero e il diritto dei consumatori
italiani a conoscere quali condizioni di lavoro si nascondono dietro quello
che viene venduto in Italia: nei piccoli bazar di cineserie come nelle boutiques
nelle più prestigiose. Tre anni di lavoro, e diverse centinaia di firme
della petizione popolare che la sosteneva andarono in fumo con lo scioglimento
anticipato delle Camere. Nessuno dei politici oggi in prima fila per i dazi
se la ricorda? Rinfreschiamo loro la memoria!
L'epilogo della campagna "Acquisti trasparenti": http://www.manitese.it/mensile/401/acquisti.htm
TUTTI I SITI
PIU' UTILI
Il sito italiano della Settimana di mobilitazione: http://www.gwa2005.org
L'Appello al Presidente della Repubblica: http://mondo.roba.coop/GWASupporti.htm
Gli aggiornamenti sugli eventi in Italia: http://www.gwa2005.org/Iniziative.asp
Alcuni materiali della Settimana italiana: http://mondo.roba.coop/GWASupporti.htm
Il sito internazionale
pensato per i media: http://april2005.org/media/
I testimoni della campagna in tutto il mondo: http://april2005.org/media/contacts/index.html
Gli aggiornamenti sugli eventi nel mondo: http://april2005.org/media/events/index.html
L'Osservatorio italiano sul commercio internazionale: http://www.tradewatch.it L'epilogo della campagna "Acquisti trasparenti": http://www.manitese.it/mensile/401/acquisti.htm
10 - 16 Aprile 2005 Settimana di Mobilitazione Globale - www.gwa2005.org NO all'imposizione di accordi commerciali ingiusti, liberalizzazioni e privatizzazioni indiscriminate! SI al diritto di ognuno al cibo, all'acqua, alla salute, ad una vita dignitosa ed all'istruzione!
Per info,
contact point italiani:
Andrea Baranes (CRBM) abaranes@crbm.org
Monica Di Sisto (ROBA) moni.disisto@iol.it
Servizio di informazione a cura di ROBA dell'Altro Mondo http://roba.coop